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martedì 25 luglio 2017

LA SPREZZANTE CULTURA LAICISTA DEL DISPREZZO E DEL SACRILEGIO

Andres Serrano mostra la sua foto blasfema, peraltro ulteriormente dileggiata, esposta alla Fondation Lambert di Avignone. | © Maxppp

 •  FIRMA LA NOSTRA PETIZIONE PER IMPEDIRE QUESTO SCEMPIO DEL CORPO DI CRISTO  • 



Ho ricevuto un appello accorato dagli Stati Uniti a firmare una petizione di condanna all'ulteriore esposizione di questa "spregevole bestemmia" al Corpo di Cristo che in queste ore viene nuovamente esposto al pubblico ludibrio nella galleria d'arte The Station Museum of Contemporary Art di Houston, Texas.


Miserere Nobis Domine
Lo sprezzante "P *** Christ!" È l'immagine di un bellissimo crocifisso ignobilmente ripreso immerso nella propria urina da un volgarissimo pseudo-artista, reso popolare senza merito dal mondo ateo dell'arte e da una stampa laica pressante. (Sopra ho soppresso l'espressione volgare 'Piss' (di piscio) che l'artista usa come titolo ufficiale per questo suo "capolavoro" (vedi immagine sopra).

Il Disprezzo del Sacro


Questa profanazione sacrilega e rozza dell'Olocausto di Nostro Signore e della Sua croce denota una degenerazione ossessiva delle regole primarie di rispetto e di buon gusto e rimane per noi, da cattolici e/o soltanto come persone oneste e di buon senso, una provocazione inaccettabile contro la sacralità del nostro credo e della nostra morale civica.

Noi non possiamo arrenderci senza fare niente contro il ripetersi di questa terribile bestemmia! Dobbiamo levare alte e decise le nostre voci in una protesta pacifica e in preghiera.

Perché il silenzio e l'indifferenza servono solo a incoraggiare e a dare libertà ai biechi promotori di tali volgari atti di terrorismo anti-religioso, a scagliarsi sempre più violentemente contro la morale e il decoro religioso — un popolo questo che, forse a torto, osa definirsi civile.

Dio non ha bisogno del nostro aiuto per difendere il Suo onore, ma richiede che il nostro amore per Lui sia manifesto. ( AMERICA NEEDS FATIMA )

Già nel novembre del 2015 l'opera scandalo fu al centro di numerose contestazioni per essere stata patrocinata dalla regione Toscana al Photolux Festival di Lucca e scatenò aspre critiche da parte della classe politica di centro destra nei confronti dell'allora ministro della cultura del governo Renzi, onorevole Dario Franceschini.

«Rivoltante», fu il commento a caldo del capogruppo di Fratelli d’Italia-An alla Camera, Fabio Rampelli. «Anche in uno Stato laico, come il nostro, è inammissibile che il sentimento religioso sia fatto oggetto di tale offesa. La fotografia è oscena, ma ancora più oscena è la mancanza di sensibilità da parte di chi dovrebbe tutelare il sentimento religioso anche quando riguarda l’espressione artistica. Rampelli ricordò in quell'occasione ai più distratti, che noi viviamo in un Paese dove «già la maggioranza dei cristiani cattolici subisce, nel silenzio della comunità internazionale, le persecuzioni in tutto il mondo. E oggi devono subire offese anche in Italia». Il capogruppo di Fdi, che avanzò un’interrogazione al governo, chiese al ministro Franceschini di ritirare il patrocinio dalla mostra di Lucca augurandosi che questa volgarità inaccettabile venisse immediatamente ritirata, senza peraltro ottenere da parte del PD "laico e tollerante" nessuna risposta.

«È inammissibile – incalzarono Manuel Vescovi ed Elisa Montemagni consiglieri regionali della Lega – che si sostengano iniziative di questo genere, dove vengono esposte opere che offendono pesantemente il cristianesimo. Un’opera che umilia Cristo e rende omaggio all’Islam». Gli esponenti del partito di Salvini invitarono i cittadini toscani a unirsi alla protesta pacifica annunciata nel giorno dell’inaugurazione della mostra per difendere «le nostre radici cristiane». Secondo il direttore del festival, Enrico Stefanelli, invece, l’opera: "ha pieno diritto a essere esposta all’insegna del laicismo e della libertà". COMPLIMENTI!

Proteste vibranti anche nella laica Francia


Poco più di un anno prima la fotografia venne esposta anche al Fesh Museum di Ajaccio, in Corsica. Le Figaro racconta che decine di fedeli cattolici si radunarono di fronte alla galleria per protestare contro l’opera. La massiccia protesta però non riuscì a smuovere dal suo intento il sindaco della città, che insistette affinché l’opera di Serrano restasse esposta fino al 29 settembre 2014, data già stabilita come termine della mostra.

Nel mese di aprile del 2011, inoltre, il procuratore della repubblica aveva anche condannato a quattro mesi di reclusione e a una multa di 4.800 euro, Benjamin Michelet e Colin Colinge accusati di aver percosso e deturpato (ancora di più) la medesima "opera" (blasfemia su blasfemia) esposta presso la Fondation Lambert di Avignone, quella stessa città che dal 1309 al 1377 fu anche sede del Seggio di Pietro costretto a fuggire da Roma.

Per favore quindi fai clic sul link qui sotto e non perdere questa ulteriore occasione

PER FAR PRESENTE IL TUO MESSAGGIO DI PROTESTA >>>


FAI CLIC QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO ORIGINALE pubblicato SU "AMERICA NEEDS FATIMA"

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