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lunedì 24 luglio 2017

PER L'EX DIRETTORE DELLA BANCA DEL VATICANO, GALANTINO È IL MARCHIONNE DELLA CEI

Urlo Munch

“L’immigrazione oggi sembra poter garantire alla chiesa i maggiori ricavi”

( Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello IOR)

Papa Benedetto XVI è rimasto nel cuore di molti. Così, quello che sta succedendo in queste settimane, cioè l'emersione dei presunti dati riguardanti abusi sessuali nel coro di Ratisbona e le dichiarazioni dell'ex presidente del Senato, Marcello Pera, sul ruolo che in politica starebbe esericitando Bergoglio, hanno fatto tornare d'attualità alcune domande.
Liberamente tratto da un articolo di Francesco Boezi sul sito web de: | © IL GIORNALE | Lunedì 24 Luglio 2017


Papa Benedetto XVI in preghiera

C'è qualcuno che sta provando a lanciare qualche segnale a Papa Ratzinger? Lo abbiamo chiesto all'economista Ettore Gotti Tedeschi, all'interno di una disamina completa della situazione attuale delle vicende interne ed esterne al Vaticano. ( letto su - IL GIORNALE.IT )

Questo è un momento storico
su cui disputeremo a lungo


Alcuni pensatori italiani e non solo, tra cui Marcello Pera, sostengono che nella Chiesa stia avvenendo una sorta di scisma de facto. Lei lo ritiene verosimile?

Spero ci si sia resi conto che stiamo vivendo un momento storico su cui disputeranno filosofi, teologi, storici per chissà quanto tempo. La confusione su cosa è bene e cosa è male. Veniamo ora alla domanda riferita a Marcello Pera che è un intellettuale talmente onesto da uscire di scena perché si vergogna del teatro in cui recita. Pera è un filosofo della scienza che ha studiato Karl Popper, il profeta di ciò che sta accadendo oggi grazie ai vari Soros e ai monsignori radicali. Pera si innamorò di Papa Ratzinger, di cui divenne amico e da cui accettò la proposta di Blaise Pascal di vivere come se Dio esistesse.
Poiché per Pera il Papa deve essere il riferimento della cultura e della civiltà europea, oggi è un po’ sorpreso, perfino indignato, insomma scandalizzato. Nell’intervista al Mattino infatti spiega che Papa Bergoglio “detesta l’occidente, aspira a distruggerlo…così come aspira a distruggere la tradizione cristiana. Ha preso il cristianesimo e lo ha volto in politica… non è preoccupato della salvezza delle anime, ma solo del benessere sociale”. Pera vede uno scisma de facto. Sta esplodendo un confronto non tanto tra progressisti o tradizionalisti bensì tra chi ha ancora fede e chi questa fede crede sia soggetta anch’essa alla teoria evoluzionistica.

"Stanno cercando di strumentalizzare il Papa Emerito in chiave anti-Francesco", ha detto recentemente Monsignor Ganswein. Insomma, lo scontro è paventato solo da certa stampa?

Io direi che stanno cercando di intimidire, non strumentalizzare, il Papa Emerito affinché non si permetta di dare suggerimenti o persino di correggere ciò che si dice o non dice ma si fa capire in materia dottrinale. Credo che l’unica persona che possa dare risposta sia S.E. Mons. Georg Ganswein, vero figlio spirituale di Ratzinger, suo devoto protettore e, probabilmente, la persona che più conosce e ama Benedetto XVI e che darebbe la vita per Lui.

Quali sono, secondo lei, gli elementi di continuità tra Papa Francesco e Papa Benedetto XVI?

Nessuno.

Sulla disamina del presunto scisma, può influire il ruolo che le interviste di Papa Francesco a Scalfari stanno assumendo? Mi spiego: i laici (o i lacisti) hanno trovato un Papa che sta loro particolarmente simpatico?

Così poteva sembrare fino a qualche tempo fa. La relativizzazione di una fede dogmatica e assolutista come quella cattolica era gradita ad un certo mondo laicista. Ora la mia impressione è che molte persone sagge del mondo cosiddetto laico comincino a preoccuparsi delle conseguenze. Ho sentito considerazioni che esprimevano preoccupazione per la confusione su cosa è bene o male, per fatti rilevanti di realtà, quali immigrazione, ambientalismo, pauperismo che manifestamente sono affrontati male grazie alla influenza di persone “scarsamente competenti”.

Cosa ne pensa delle recenti prese di posizione della Cei sui migranti?

Ha ragione Galantino, per due ragioni legate al bilancio Cei di cui sembra necessario fare crescere i risultati. E questo pare possa avvenire con due azioni : aumentare i ricavi e ridurre i costi. L’immigrazione sembra poter garantire maggiori ricavi. Come diceva il Corriere ieri, magari qualche “briciola” potrebbe compensare, attraverso strutture satelliti, la diminuzione dell’otto per mille alla Cei. L’immigrazione permetterà la riduzione dei costi, poiché grazie alla immigrazione si accelererà il processo di sincretismo religioso che permetterà di ridurre gli sforzi di evangelizzazione e i costi relativi. Galantino è il Marchionne della Cei.

Lei ritiene che con l'emersione dei dati sul coro di Ratisbona, qualcuno voglia mettere in difficoltà Papa Ratzinger?

Sì, grazie alle considerazioni non gradite sviluppate dal Papa Emerito nell’introduzione al libro del cardinal Sarah e quelle dedicate al cardinal Meisner durante l’elogio funebre. Come sorprenderci dell’utilizzo di notizie di scandali per mettere in difficoltà indirettamente il Papa Emerito? La medesima strategia è stata utilizzata pochi giorni fa con il cardinal Pell: stesso scandalo riferito a 50 anni prima. Stesse modalità son state usate con due istituzioni religiose feconde di conversioni e seminaristi, ma che insegnavano la teologia di Tommaso d’Aquino anziché quella di Rahner.
E’ una modalità peraltro utilizzata anche negli Stati uniti circa 10 anni fa per far emergere gli scandali della pedofilia e chiedere rimborsi milionari alla Santa Sede. E per i quali si chiese persino di interrogare Papa Ratzinger . Benedetto XVI è uno dei più grandi Papi della storia della Chiesa, destinato a esser considerato “magno”. Gli si attribuisce un solo difetto: essere stato un Papa restauratore e conservatore, attributi che oggi sono diventati un male assoluto. Peraltro non è difficile ammetterlo: per comprendere le ragioni della sua rinuncia basta analizzare la successione. Per comprendere la successione si deve capire cosa significa, per la massima Autorità morale nel mondo globale, essere conservatore e restauratore.

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