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venerdì 21 luglio 2017

DOCUMENTO ECCEZIONALE, IL VESCOVO DI ASTANA DENUNCIA LA CRISI DELLA CHIESA: DA DIFFONDERE!

Intervista al Card. Schneider
Intervista esclusiva S.E. Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Astana, Kazakistan | Documento vitale da diffondere!

‟UN'INTERPRETAZIONE INDISCRIMINATA DEL CONCILIO VATICANO II° E UNA SUA
REALE INTERDIPENDENZA CON L'ATTUALE CRISI DELLA CHIESA CATTOLICA”


Ancora una volta, siamo onorati di inviare quest'ultimo articolo, presentato a noi da Sua Eccellenza il vescovo di Astana, Kazakistan, S.E. Athanasius Schneider. Noi non solo permettiamo ma incoraggiamo tutti i media e i blog a rilanciare questa sua magistrale, illuminata e purtroppo amara considerazione, sulle cause dello sfascio odierno della Santa Casa di Cristo. (RORATE CÆLI)
Liberamente tratto da un articolo del Vescovo kirghiso Athanasius Schneider sul blog: | © RORATE CÆLI | Venerdì 21 Luglio 2017


Mons.Athanasius Schneider
L'attuale situazione di crisi senza precedenti della Chiesa è paragonabile con la crisi generale del 4° secolo, quando l'arianesimo aveva contaminato la stragrande maggioranza dell'episcopato, assumendo una posizione dominante nella vita della Chiesa. Dobbiamo cercare di affrontare questa attuale situazione da un lato con il realismo e, dall'altro, con uno spirito soprannaturale, con un profondo amore per la Chiesa, nostra madre, che soffre la Passione di Cristo a causa di questa tremenda e generalizzata confusione dottrinale, liturgica e pastorale.

Una Chiesa Impantanata nel Fango di False Dottrine


Dobbiamo rinnovare la nostra fede nel credere che la Chiesa sia nelle mani sicure di Cristo e che Egli intervenga sempre per rinnovare la Chiesa nei momenti in cui la barca della Chiesa sembra che si stia per capovolgere, come nell'ovvia situazione dei giorni nostri.

Per quanto riguarda l'atteggiamento verso il Concilio Vaticano II°, dobbiamo evitare due estremi: un rifiuto completo (come i sedevocantisti e una parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X°) o una "indefettibilità" di tutto ciò di cui il concilio ha trattato.

Il Concilio Vaticano II° fu una legittima assemblea presieduta dai Papi e dobbiamo mantenere verso questo Concilio un atteggiamento rispettoso. Tuttavia, ciò non significa che ci sia proibito esprimere fondati dubbi o rispettosi suggerimenti di miglioramento su alcuni elementi specifici, sempre basandoci su tutta la tradizione della Chiesa e sul suo costante Magistero.

Le dichiarazioni dottrinali tradizionali e costanti del Magistero durante un periodo secolare hanno precedenza e costituiscono un criterio di verifica sull'esigenza delle dichiarazioni magistrali posteriori. Le nuove affermazioni del Magistero devono, in linea di principio, essere più esatte e più chiare, ma non dovrebbero mai essere ambigue e apparentemente contrarie alle precedenti dichiarazioni magistrali.

Queste dichiarazioni ambigue del Concilio Vaticano II° devono essere lette e interpretate secondo le affermazioni di tutta la Tradizione e del costante Magistero della Chiesa.

In caso di dubbio, le affermazioni del Magistero costante (i precedenti consigli e i documenti dei Papi, il cui contenuto dimostra di essere una tradizione sicura e ripetuta nei secoli sempre nello stesso senso) prevalgono su quei pronunciamenti, oggettivamente ambigui o nuovi del Concilio Vaticano II°, che difficilmente concordano con specifiche affermazioni del magistero costante e precedente (ad esempio, il dovere di venerare pubblicamente Cristo, Re di tutte le società umane, il vero senso della collegialità episcopale rispetto al primato petrino e al governo universale della Chiesa, la nocività di tutte le religioni non cattoliche e la loro pericolosità per la salvezza eterna delle anime).

Il Concilio Vaticano II° deve essere visto e ricevuto come è e come veramente fu: un concilio prevalentemente pastorale. Questo concilio non aveva l'intenzione di proporre nuove dottrine o quantomeno di proporle in forma definitiva. Nelle sue dichiarazioni il concilio ha confermato in gran parte la dottrina tradizionale e costante della Chiesa.

Alcune delle nuove affermazioni del Concilio Vaticano II° (ad esempio collegialità, libertà religiosa, dialogo ecumenico e interreligioso, atteggiamento verso il mondo) non hanno un carattere definitivo e apparentemente o veramente non concordanti con le dichiarazioni tradizionali e costanti del Magistero, devono essere completate da spiegazioni più esatte e da complementi più precisi di carattere dottrinale. Non aiuta neppure un'applicazione cieca del principio dell'ermeneutica della continuità, dal momento che vengono create interpretazioni forzate, che non sono convincenti e che non sono utili per arrivare ad una più chiara comprensione delle immutabili verità della fede cattolica e della sua applicazione concreta.

Ci sono stati casi nella storia, in cui le dichiarazioni non definitive di alcuni concili ecumenici sono state corrette successivamente - grazie ad un sereno dibattito teologico - hanno raffinato o tacitamente corretto (ad esempio le dichiarazioni del Concilio di Firenze per quanto riguarda la materia del Sacramento della Confermazione (sacramento dell'Ordine [un grazie per il chiarimento a don Gianluigi Braga] ndr), vale a dire che la questione era la consegna degli strumenti, mentre la tradizione più sicura e costante affermava che l'imposizione delle mani del vescovo era sufficiente, una verità questa, che in ultima analisi venne confermata da Pio XII nel 1947).

Se dopo il Concilio di Firenze i teologi avessero applicato ciecamente il principio "dell'ermeneutica della continuità" a questa dichiarazione concreta del Concilio di Firenze (una dichiarazione oggettivamente errata), difendendo la tesi della consegna degli strumenti in materia del Sacramento della Confermazione, come se fosse concorde con il Magistero costante, probabilmente non sarebbe stato raggiunto il consenso generale dei teologi per quanto riguarda la verità che dice che solo l'imposizione delle mani del vescovo è il vero fondamento del Sacramento della Confermazione.

Bisogna creare nella Chiesa un clima sereno di discussione dottrinale su quelle affermazioni del Concilio Vaticano II°, ambigue o che hanno causato interpretazioni erronee. In una discussione così dottrinale non c'è nulla di scandaloso, ma al contrario, può essere un contributo per mantenere e spiegare in modo più sicuro e integrale il deposito della fede immutabile della Chiesa.

Non si deve enfatizzare tanto un certo Concilio, assolutizzandolo o avvicinandolo alla realtà orale (Sacra Tradizione) o scritta (Sacra Scrittura) della Parola di Dio. Il Concilio Vaticano II° stesso ha giustamente affermato (cfr Verbum Dei, 10) che il Magistero (Papa, Concilio, magistero ordinario e universale) non è al di sopra della Parola di Dio, ma sotto di essa, soggetto ad essa, essendo solo suo servitore (della parola orale di Dio=Tradizione Sacra e della Parola scritta di Dio=Sacra Scrittura).

Da un punto di vista oggettivo, le affermazioni del Magistero (papi e concili) di carattere definitivo hanno più valore e peso rispetto alle dichiarazioni di carattere pastorale, che hanno naturalmente una qualità variabile e temporanea a seconda delle circostanze storiche o che rispondono a Situazioni pastorali di un certo periodo di tempo, come avviene per la maggior parte delle affermazioni del Concilio Vaticano II°.

Il contributo originale e prezioso del Concilio Vaticano II° consiste nella chiamata universale alla santità di tutti i membri della Chiesa (cap. 5 di Lumen gentium), nella dottrina sul ruolo centrale della Madonna nella vita della Chiesa (cap. 8 della Lumen gentium), nell'importanza dei fedeli laici nel mantenere, difendere e promuovere la fede cattolica e nel loro dovere di evangelizzare e santificare le realtà temporali secondo il senso perenne della Chiesa (cap. 4 della Lumen gentium), nel primato dell'adorazione di Dio nella vita della Chiesa e nella celebrazione della liturgia (Sacrosanctum Concilium , nn 2, 5-10). Il resto si può considerare in una certa misura secondario, temporaneo e, in futuro, probabilmente dimenticabile.

Le seguenti questioni: la Madonna, la santificazione della vita personale dei fedeli con la santificazione del mondo secondo il perenne senso della Chiesa e il primato dell'adorazione di Dio, sono gli aspetti più urgenti che devono essere vissuti nel nostro tempo. Il Concilio Vaticano II° ha un ruolo profetico che, purtroppo, non si è ancora realizzato in modo soddisfacente.

Invece di vivere questi quattro aspetti, una considerevole parte della nomenclatura teologica e amministrativa nella vita della Chiesa ha promosso, negli ultimi 50 anni e promuove ancora oggi ambigue dottrine, pastorali e liturgiche, distorcendo così l'intenzione originaria del Concilio o abusando delle dichiarazioni dottrinali meno chiare o ambigue per creare un'altra chiesa, una chiesa di tipo relativista o protestante.

Ai giorni nostri stiamo vivendo
il culmine di questo sviluppo

Il problema della crisi attuale della Chiesa consiste in parte nel fatto che alcune affermazioni del concilio Vaticano II°, oggettivamente ambigue o quelle poche dichiarazioni difficilmente concordanti con la costante tradizione magistrale della Chiesa, sono state "infallibilizzate". In questo modo è stato bloccato un sano dibattito con una correzione necessariamente implicita o tacita.

Allo stesso tempo si è dato l'incentivo a creare affermazioni teologiche in contrasto con la tradizione perenne (ad esempio, per quanto riguarda la nuova teoria di un ordinario doppio supremo soggetto del governo della Chiesa, vale a dire il papa da solo e l'intero collegio episcopale insieme al Papa, la dottrina della neutralità dello Stato verso il culto pubblico che deve rendere al vero Dio, che è Gesù Cristo, il quale è Re anche di ogni società umana e politica, la relativizzazione della verità che la Chiesa cattolica è Unico modo di salvezza, voluto e comandato da Dio).

Dobbiamo liberarci dalle catene dell'assolutizzazione e della totale "infallibilizzazione" del Concilio Vaticano II°. Dobbiamo agire in un clima di sereno e rispettoso dibattito nel sincero amore per la Chiesa e per la fede immutabile della Chiesa.

Possiamo vedere un'indicazione positiva nel fatto che il 2 agosto 2012 Papa Benedetto XVI ha scritto una prefazione al volume relativo al Concilio Vaticano II° nell'edizione della sua opera omnia. In questa prefazione, Benedetto XVI° esprime le sue riserve riguardo a contenuti specifici nei documenti Gaudium et spes e Nostra aetate. Dal tenore di queste parole di Benedetto XVI si può vedere che i difetti concreti in alcune sezioni dei documenti non sono migliorabili con l'ermeneutica della continuità.

Una Fraternità San Pio X° (FSSPX), canonicamente e perfettamente integrata nella vita della Chiesa, potrebbe anche dare un contributo importante in questo dibattito, sempre ove lo desiderasse. La presenza completamente canonica della Fraternità San Pio X° nella vita della Chiesa dei nostri giorni potrebbe anche contribuire a creare il clima generale per un dibattito costruttivo in modo che quello, a cui si è sempre creduto, ovunque e da tutti i cattolici per 2000 anni, si potesse credere in modo più chiaro e più sicuro ai nostri giorni e, in tal modo la vera pastorale realizzasse l'intenzione dei Padri del Concilio Vaticano II°.

L'autentica intenzione pastorale mira all'eterna salvezza delle anime, una salvezza che si realizzerà solo attraverso la proclamazione dell'intera volontà di Dio (cfr Atti 20: 7). L'ambiguità nella dottrina della fede e nella sua applicazione concreta (nella liturgia e nella vita pastorale) minaccia l'eterna salvezza delle anime e sarebbe quindi anti-pastorale, poiché l'annuncio della chiarezza e dell'integrità della fede cattolica e la sua fedele applicazione concreta è la volontà esplicita di Dio.

Solo la perfetta obbedienza alla volontà di Dio, che ci ha rivelato attraverso Cristo il Verbo Incarnato e attraverso gli Apostoli la vera fede, una fede interpretata e praticata costantemente nella stessa direzione dal Magistero della Chiesa, potrà portare alla salvezza delle anime.

+ Athanasius Schneider,
Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Maria Santissima a Astana, Kazakistan

NOTA IMPORTANTE:

Invitiamo chiunque desideri combattere questa giusta battaglia di fede nella Santa Parola di Dio, che oggi è completamente impantanata nel fango di false dottrine secolarizzate, a pubblicare, divulgare e far conoscere questo prezioso documento che riporta le preoccupazioni di un teologo coraggioso e innamorato di Cristo e della Sua Santa Chiesa.

Cerchiamo con tutte le nostre forze d'espellere dalla Casa di Dio, tutti questi "corpi estranei" che l'hanno pervasa e che giorno dopo giorno la stanno fatalmente avvelenando.

3 commenti :

don gianluigi braga ha detto...

Si fa riferimento nel documento del vescovo Athanasius Schneider al Concilio di Firenze e all'errata affermazione che vi si trova riguardo al sacramento della Confermazione: «..ad esempio le dichiarazioni del Concilio di Firenze per quanto riguarda la materia del Sacramento della Confermazione (Cresima ndr), vale a dire che la questione era la consegna degli strumenti, mentre la tradizione più sicura e costante affermava che l'imposizione delle mani del vescovo era sufficiente, una verità questa, che in ultima analisi venne confermata da Pio XII nel 1947». In realtà il Concilio di Firenze si riferisce in questo passo al sacramento dell'Ordine, in cui si porge la patena e il calice all'ordinato, mentre nella Cresima non avviene nessuna consegna.

Marco Matteucci ha detto...

Ringrazio infinitamente questo sacerdote per la sua preziosa precisazione, ho provveduto a rimuovere la mia nota errata dal post.
"Dobbiamo agire in un clima di sereno e rispettoso dibattito nel sincero amore per la Chiesa e per la fede immutabile della Chiesa." ...Quanto ha ragione il vescovo Schneider!

Marco Matteucci ha detto...

Provvedo a postare io questo commento di un nostro caro fratello in quanto qualcosa non ha funzionato per la pubblicazione diretta da parte sua.
...
Cari Amici e Amiche, il link è di un articolo sul blog “L’ultimo papa” e dimostra che non ci sono solo i quattro cardinali, oggi rimasti a tre, che esprimono dubbi su Amoris Laetitia dell’attuale papa in cattedra. Anche altri cardinali esprimono i loro dubbi sul nuovo corso relativista della Chiesa Cattolica. Schneider si esprime in una intervista riportata da questo foglio on line, che per caso ho conosciuto, trovandolo citato e raggiungibile su Stilum Curiae. Penso che dovrebbe essere il Clero Alto e Basso a difendere il dogma della Chiesa Cattolica. Purtroppo, molti sono già nell’eresia. Anche tra i fedelissimi l’Eucaristia non viene eseguita per come è prescritta, mentre lo stesso battesimo viene eseguito da alcuni sacerdoti neocatecumenali non immergendo tre volte il cranio nell’acqua, mentre si pronunciano per tre volte la formula di rito, mentre vengono immersi solo i piedi. Di conseguenza, in questo caso, il battezzando non è battezzato e il sacerdote ha commesso un grave atto di omissione, negando, per ignoranza, o fantasia mentale, al povero neonato l’immissione nel Corpo Mistico del Cristo, il primo passo verso la salvezza. Le prove sono su filmati in Internet. Che ho utilizzato per un mio filmato di denuncia...
Personalmente, non ho problemi a credere solo nei Sacramenti celebrati secondo il dogma. Le mie conoscenze esoteriche sulle parti invisibili dei Sacramenti stessi e sui vari corpi del sacerdote e degli individui stessi mi danno tali certezze. Però il nemico relativista, ossia satanista, cercherà di cambiare la “tecnologia” (brutta parola per meglio capire) dei Sacramenti, soprattutto dell’Eucaristia. Senza il rispetto della quale (le due formule con le “"due “chiavi”) il Cristo non scende nel pianeta. Cosicché lo spazio verrebbe occupato da Satana (ossia da Arimane, in quanto Lucifero agisce su piani più alti). Comunque, Arimane sta già agendo alla grande: LGBT, Gender nelle scuole, matrimonio gay, utero in affitto, invasione afro-musulmana sono opera sua, influenzando le centrali demoniache che sono ormai incistate all’interno dei partiti della Sinistra, dei partiti progressisti italiani, europei e statunitensi, dei gruppi laicisti, con le logge angloamericane e l’Alta Finanza massonica, a gestire il tutto.
L’”Ultimo Papa” ci avvisa che negli USA stanno iniziando ad impiantare il microchip sottocutaneo, con la giustificazione di risvolti positivi, ma con l’obiettivo occulto di controllare e influenzare il possessore. Anche l’Apocalisse ne parlava molto tempo fa... Segno evidente che tali sistemi elettronici già furono usati, in questo pianeta, o in altre galassie... Non importa, però, saperlo.
Cordiali saluti, Giorgio Rapanelli.

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