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venerdì 28 luglio 2017

ABORTO: BAGARRE IN CHIESA, INTERVENGONO DIGOS E CARABINIERI

Urlo Munch
Edvard Munch, L'urlo (1893) | olio, tempera e pastelli colorati su cartone (91×73,5 cm.) | Munch Museum, Tøyen - Oslo (Norvegia)

  LA BONINO PARLA IN CHIESA A BIELLA, ALLONTANATO A FORZA CHI CONDANNA L'ABORTO  

La parlamentare radicale Emma Bonino tiene una scottante conferenza in chiesa a Biella sul tema “UNA CHIESA A PIÙ VOCI(ma quali?), e dentro la chiesa ...scoppia l'inferno! Si, si padre Sosa gliel'assicuro ... proprio l'inferno!
Urla, spintoni, imprecazioni, fors'anche qualche moccolo (Madonna mia ...speriamo di no!),
più che un luogo di culto sembrava uno scenario di guerriglia urbana, hanno riferito i presenti e tutto questo soltanto perché c'è stato qualcuno dell'associazione cattolica presieduta da Giorgio Celsi "ORA ET LABORA - IN DIFESA DELLA VITA" e non solo, cattolici a cui la vita sta a cuore davvero, che memore dei trascorsi da abortista conclamata della priora ha osato avanzare dei dubia — pardon intendevo dire dubbi — sulla sua buona fede e su quella dei suoi accaniti sostenitori, quelli che oggi la vita la difendono con il coltello tra i denti, ma che da questa stessa ragione di vita si sono sempre estraniati, senza “Coltivarla né Custodirla” come a volte va' raccomandando anche il furbo "padrone di casa".
Questo sentimento che oggi così intensamente martella le coscienze di questi disonesti imbonitori, prima d'adesso essi stessi lo hanno invece sempre e tenacemente represso, contraddicendo in continuazione quel principio, cardine basilare del bene comune di noi semplici creature cristiane, che è la salvaguardia del concepimento e la tutela dell'essere umano dalla sua nascita alla sua morte naturale.
La stessa vita che adesso così prepotentemente costoro intenderebbero garantire ma che in passato si sono dimenticati di dover tutelare e sostenere sempre e comunque, a maggior ragione quando le persone che rischiano di perderla sono le più deboli e indifese, come nel caso drammatico dei milioni e milioni di angeli non nati che lei in prima fila cara signora Bonino, insieme questa ciurma di briganti dal "pensiero libero" (forse anche troppo) come il suo, ha contribuito a sopprimere prima ancora che potessero vedere la prima luce del mondo. O forse sono questi, esseri umani di serie b, scarti, come li definirebbe papa Francesco, indubbiamente la "cultura dello scarto" nei loro confronti può essere tollerata, anzi addirittura promossa, perché oggigiorno d'altronde, con tutto il fior fiore delle nuove tecnologie mediche e contraccettive esistenti, mica si possono continuare a "fare figli come i conigli" ... eh già!
Liberamente tratto da un articolo del giornalista Marco Tosatti sul suo sito web: | © STILUM CURIAE | Giovedì 27 Luglio 2017


Emma Bonino
C'era tra gli altri anche Silvio Viale, il noto abortista (“sì, i bambini li frullo”) colui che ha introdotto in Italia la pillola abortiva RU 486 ieri pomeriggio a Ronco di Cossato nella parrocchia di San Defendente a sentire Emma Bonino che dal presbiterio parlava di immigrazione e accoglienza, su invito del parroco, don Mario Marchiori. Ha parlato anche, a favore dell’incontro, il direttore della Caritas diocesana, don Perini.

La Cultura dello Scarto!

Nel recente passato, negli incontri precedenti, don Perini aveva mostrato un certo favore per le tesi sull’eutanasia. Chi era presente ci dice che gli organizzatori non hanno permesso repliche o dibattito di nessun genere. Il dott. Leandro Aletti, una figura storica dell’antiabortismo italiano, sin dagli anni ’70, ha cominciato a fare una domanda ed è stato subissato di urla di “Vergogna! Vergogna!”.

Tutto questo in chiesa; e gli è stato subito tolto il microfono. Un’altra persona, Alberto Cerutti, ha chiesto come mai non sono stati accolti i sei milioni di bambini abortiti grazie alla legge 194, ed è stato subito allontanato dai carabinieri, presenti in chiesa insieme alla polizia e alla Digos.

Ieri il sito In Terris ha contattato il vescovo di Biella, mons. Gabriele Mana, che ha dichiarato:

“E’ un’iniziativa autonoma del parroco – ha risposto – ritengo inopportuno il luogo, i contenuti possono essere positivi ma forse era meglio farla in un luogo pubblico di carattere civile. Comunque si lavora non tanto con l’imposizione ma con la persuasione”.

NOTA IMPORTANTE:

C’è da chiedersi perché una risposta così tardiva e inefficace: se davvero l’opinione dell’ordinario era quella, e cioè che il luogo fosse inopportuno, come sembra a molti che pensano che una chiesa non sia semplicemente uno spazio multifunzionale, certamente la diocesi avrebbe potuto trovare un ambito diverso da uno spazio consacrato in cui far parlare la responsabile della soppressione d moltissime vite innocenti.

Chiedo scusa ai lettori per il ripetersi dell'immagine di apertura del post, ...ma il fatto è che questa mi è sembrata la più "descrittiva" visto il tema trattato.

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