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venerdì 16 giugno 2017

MIRACOLI EUCARISTICI: LA RIVELAZIONE DELLA REALE PRESENZA DI CRISTO NEL SANTO SACRIFICIO


 •  «QUESTO È IL MIO CORPO E IL MIO SANGUE VERSATO PER TUTTI IN REMISSIONE DEI PECCATI»  • 



Test scientifici approfonditi eseguiti su un grande numero di "reperti" rinvenuti in seguito al verificarsi di miracoli eucaristici, durante un vasto intervallo di anni, ha mostrato costantemente prove concrete che si tratta di frammenti di tessuto cardiaco umano appartenenti a un soggetto di giovane età con gruppo sanguigno di tipo AB.


Le prove della Presenza Reale di Cristo nell'Eucaristia



La dottrina cattolica ha sempre sostenuto che, nella consacrazione della Messa, Cristo diventa realmente e sostanzialmente presente nel pane e nel vino sull'altare. Nel corso dei secoli, tuttavia, ci sono state numerose segnalazioni di Ostie consacrate realmente tramutatesi in carne e sangue umano


Un miracolo di questo tipo è avvenuto nell'VIII° secolo a Lanciano un piccolo comune abruzzese in provincia di Chieti, dove un prete che stava dubitando della presenza reale di Cristo nel Sacrificio Eucaristico della Santa Messa, ha visto il pane e il vino trasformarsi in carne e sangue umano, come affermato nelle parole della consacrazione.

Oggi ad oltre 1.200 anni da questo Miracolo Eucaristico, la carne risulta ancora incorrotta ed è conservata presso la Chiesa di San Francesco della località abruzzese.

Nel 1971 il prof. Edoardo Linoli, primario del laboratorio di analisi cliniche e di anatomia patologica dell'ospedale di Arezzo e ordinario di anatomia, istologia, chimica e microscopia clinica insieme al dottor Ruggero Bertelli, ordinario di anatomia all'Università degli Studi di Siena, hanno condotto un'analisi scientifica sul reperto e hanno concluso si tratta di tessuto cardiaco umano e il sangue presente sul reperto è di gruppo AB. Il sangue, al momento delle analisi era ancora fresco e non conteneva alcuna traccia di conservanti.

Il gruppo sanguigno AB, che è relativamente poco comune, è sempre effettivamente segnalato nelle manifestazioni dei cosiddetti miracoli eucaristici.

Nel 1996, una donna rivelò a un prete in una parrocchia di Buenos Aires che aveva trovato un'ostia profanata in un portacandele in fondo alla chiesa. Quando il sacerdote immerse l'Ostia in un bicchiere d'acqua per scioglierla, come specificato dal diritto canonico, la stessa si trasformò in un pezzo di carne sanguinante.

Tre anni più tardi, visto che la carne non si era ancora decomposta, il vescovo, un certo Jorge Mario Bergoglio, provvide a inviarne un campione in California affinché fossero effettuate le indagini cliniche. I risultati confermarono che il sangue era di gruppo AB, ed era davvero umano.

Un altro campione è stato poi fatto pervenire al Dr. Zugiba, un rinomato cardiologo della Columbia University, il quale certificò che il tessuto è un frammento di muscolo cardiaco che:

“Sembra che sia stato sottoposto a un grave stress, come se il soggetto fosse stato picchiato duramente sul petto.”

Una successiva analisi dei risultati sia del miracolo di Buenos Aires che del miracolo di Lanciano avvenuto più di un millennio prima, ha confermato che i due campioni di tessuto cardiaco avevano lo stesso DNA.

Un ulteriore test effettuato a metà degli anni '90 su un terzo miracolo, quello di Bolsena (XIII° secolo), ha anch'esso rilevato che le tracce di sangue erano ancora del gruppo AB, lo stesso rilevato anche sulle macchie di sangue presenti anche sulla Sacra Sindone conservata a Torino.

Naturalmente, tutto questo potrebbe essere soltanto una fortuita enorme coincidenza, o peggio una cospirazione della Chiesa, in stile Dan Brown, dedita a spargere campioni di sangue e tessuti biologici umani freschi sui luoghi dei miracoli in tutto il mondo, prima che questi venissero testati, ma le probabilità che le cose stiano effettivamente andate così sono molto remote, anzi assolutamente improbabili.

Mentre la Chiesa in questa settimana celebra la festa del Corpus Domini, i cattolici dovrebbero riesaminare le parole di Cristo su questo dogma fondamentale della fede e, a quanto pare, scientificamente verificato.
Marco Matteucci | GRAFO2000 | Venerdì 16 Giugno 2017
NON VI SEMBRA QUESTO UN BUON MOTIVO PER RIFLETTERE?

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