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martedì 2 maggio 2017

ORDINE DI MALTA: LE VERITÀ IMBARAZZANTI DEL CARD. BURKE

Sulla sinistra la lettera originale inviata da papa Francesco al Card. Burke in merito alle scottanti questioni inerenti l'Ordine di Malta,
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 •  Se questo è il rinnovamento, delle anime soprattutto ...allora siamo serviti!  • 



Nel 2014, Papa Francesco designò il Cardinale Raymond Burke Cardinale Patrono dell'Ordine di Malta. Il motivo per il quale il Santo Padre lo destinò a tale ruolo non mancò di suscitare numerose interpretazioni, molte delle quali di carattere scettico o addirittura sospettoso, il pontefice affermò che tale nomina fu fatta per: "La necessaria opera di purificazione dell'Ordine di Malta dallo spirito laico e, in particolare, della massoneria." Tuttavia altre fonti meno ottimistiche ritennero allora come oggi che quello fu un atto di forza di Bergoglio per estrometterlo, o quantomeno allontanarlo, dal ruolo di prefetto del Supremo tribunale della Segnatura Apostolica, (assegnatogli il 27 giugno 2008 da Papa Benedetto XVI°) per aver osato, insieme ad altri tre cardinali avanzare seri dubbi, su alcune raccomandazioni della sua esortazione post-sinodale Amoris laetitia.
Liberamente tratto da un'articolo del blog del vaticanista Marco Tosatti | © STILUM CURIAE | Lunedì 1° Maggio 2017


Nei giorni scorsi su Stilum Curiae abbiamo riportato un documento, in inglese, diffuso da Catholic World News, sull’Ordine di Malta, in cui si mettevano in evidenza le responsabilità del Gran Cancelliere, deposto e poi reinsediato a forza dal Vaticano, nella distribuzione di anticoncezionali in varie zone del mondo. Oggi riportiamo qualche brano di un servizio realizzato da Kath.net e ripreso in parte da One Peter Five. E’ un documento importante, perché è il rapporto che un membro dell’ordine fa ai suoi confratelli dopo una lunga udienza con il cardinale Patrono dell’Ordine, R. Leo Burke, esautorato nei fatti dalla sua carica dal “golpe” della Segreteria di Stato.

Lasciamo che ognuno si faccia la sua opinione


Alla fine della lettura porremo qualche nostra considerazione. Speriamo che l’elezione del Luogotenente, un italiano, per cui elemento di equilibrio fra i tedeschi predominanti e le altre forze contribuisca a far dimenticare questo incredibile episodio di ingerenza.

Nell’udienza a un cavaliere di Malta Burke ha rivelato molti particolari della crisi. Burke non ha parlato pubblicamente dei fatti accaduti, e pensava che il contenuto dell’udienza fosse solo a uso di conoscenza interna. Il che non è stato, perché il rapporto è stato fatto filtrare alla vigilia dell’elezione del Luogotenente probabilmente per bloccare qualche operazione da parte della fazione più aggressiva.

Kath.net ha buone fonti all’interno dell’Ordine, tanto che ha ricevuto un’intimazione da parte del Gran Cancelliere, von Boeselager a non diffondere più informazioni su di lui dopo alcuni reportage del recente passato. Kath.net fra l’altro ha diffuso uno screenshot della lettera del Pontefice a Burke, in cui gli si chiede di agire per evitare l’uso di mezzi contrari alla morale, e di far sì che non vi siano infiltrazioni massoniche nell’Ordine.

Il cavaliere in udienza da Burke, autore del rapporto, è Josef von Beverfoerde. Il rapporto esprime la posizione di Burke, non del cavaliere. Burke conclude il rapporto con queste parole:

“Trovo profondamente rattristante che il grave scandalo della distribuzione di contraccettivi e la crescente secolarizzazione dell’Ordine, che questa azione immorale rappresenta siano ora minimizzati, e in effetti, dimenticati. Tutte le molte conferenze stampa, interviste e altri interventi sui media da parte dell’Ordine, da momento del reinsediamento del Gran Cancelliere, non fanno riferimento al grave scandalo e non riconoscono nessuna responsabilità da parte del Gran Cancelliere per tale scandalo”.


Burke ha detto chiaramente che il Gran Cancelliere, Albrecht von Boeselager, era coinvolto nella distribuzione di profilattici e contraccettivi, e che un rapporto stilato dall’Ordine in questo senso era stato approvato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Burke disse al Gran Maestro, Matthew Festing, che queste operazioni dovevano cessare immediatamente e che irresponsabili non potevano più godere della fiducia dell’Ordine.

Festing nominò una commissione d’inchiesta che nel gennaio 2016 presentò la sua relazione, che riconosceva la distribuzione di preservativi e contraccettivi da parte dell’Ordine. Il rapporto fu poi mandato alla Congregazione della Fede. Il 12 marzo il cardinale Mūller scrisse a Festing in cui si confermava la realtà del rapporto e si diceva:

“La proposta del rapporto è coerente con la dottrina e la prassi della Chiesa”.


Afferma Burke che dal rapporto si evince che Von Boeselager, che era stato Grande Ospitaliere per 25 anni, aveva accettato quelle pratiche e aveva deliberatamente evitato di informare il Sovrano Consiglio e il Gran Maestro.

Il Card. Burke ha chiarito nell’udienza al cavalieri che aveva chiesto a Festing di far presenti a Von Boeselager le sua responsabilità, ma non di aver chiesto allo stesso di dimettersi, dal momento che non rientrava nei suoi poteri di Cardinale Patrono. Festing informò il cardinale di aver chiesto al Gran Cancelliere di dimettersi, trovando un rifiuto. Nei mesi che seguirono Festing parlò a Burke dei suoi tentativi di convincere Von Boeselager della sua responsabilità a dimettersi. Quando Burke il 10 novembre 2016 incontrò papa Francesco, il Pontefice appoggiò l’iniziativa di Festing e di Burke. Burke ha detto al cavaliere Von Beverfoerde:

“Il papa Francesco ha espresso profonda preoccupazione e sconcerto per la pratica di distribuire contraccettivi da parte dell’Ordine. Mi ha esortato a collaborare diligentemente con il Gran Maestro per assicurare che tutte queste pratiche cessassero e che quelli responsabili nei posti di responsabilità fossero puniti”.


Burke ha voluto chiarire che egli non ha mai detto che papa Francesco aveva ordinato l’espulsione di von Boeselager.

“Durante l’incontro del 6 dicembre 2016 (in cui il Gran Cancelliere fu espuslo, ndr) non ho mai affermato di aver un mandato di papa Francesco per chiedere le dimissione del Gran Cancelliere. Quindi nel mi ruolo di Cardinale Patrono, non gli ho mai chiesto di dimettersi, né l’ho fatto sostenendo che parlavo per il Santo Padre”.


Burke chiese però a von Boeselager perché, se riteneva falso il rapporto della Commissione d’Inchiesta, non avesse chiesto una formale correzione del documento. Ma il Gran Cancelliere non ha risposto nulla. Ma, afferma Burke, che in due precedenti occasioni, quando avevano parlato del problema, non aveva negato le pratiche di cui era accusato.

Burke però vide che in una lettera a Frà Festing il Segretario di Stato, Pietro Parolin, scriveva che Burke aveva reclamato nell’incontro le dimissioni del Gran Cancelliere a nome del Papa. Burke chiamò immediatamente Parolin per protestare, dal momento che il Segretario di Stato non l’aveva chiamato per sapere se fosse vero, ma Parolin rispose a mo’ di scusa che “si trattava di una situazione di emergenza”.

Burke chiese poi a Festing perché avesse accettato di firmare la lettera di dimissioni durante l’udienza col Papa, senza prendere tempo per riflettere o consultarsi, e perché nella lettera avesse accettato di scrivere che Burke lo aveva influenzato a chiedere le dimissioni di von Boeselager, anche se non era vero. Festing a entrambe le domande

“rispose solo che l’obbedienza verso il Santo Padre non gli aveva dato nessun’altra scelta”.


Burke inoltre ha mostrato la sua grave preoccupazione per la singolare donazione monetaria di 120 milioni di Franchi svizzeri che l’Ordine avrebbe ricevuto da un donatore sconosciuto. Secondo Burke per lungo tempo il Gran Maestro non ne ha saputo nulla. Il cardinale suggerisce che sia fatto

“un audit indipendente della situazione per il bene dell’Ordine e per la necessità di chiarire tutti i difficili interrogativi collegati a questo tema”.


Burke parla poi dell’influenza indebita e sproporzionata che il card. Parolin eserciterebbe sull’Ordine di Malta. Parolin e von Boeselager “sono in una stretta relazione”, secondo il rapporto di Burke. Von Boeselager “protestò subito” quando seppe della sua nomina a Cardinale Patrono. Il rapporto termina con questa frase:

“Il card. Burke nel corso degli anni ha avuto la chiara impressione che il Segretario di Stato fosse, con l’aiuto del Gran Cancelliere, strettamente coinvolto negli affari dell’Ordine”.


L’impressione che mi ha lasciato questa vicenda è penosa. Se leggete la lettera del Pontefice, non è possibile evitare l’impressione che abbia prima appoggiato un certo tipo di azione, e poi, consigliato, o spinto in una direzione diversa, abbia rinnegato le sue stesse parole, dando l’avallo a un’azione che certamente resterà nella storia e non come uno degli episodi più gloriosi né della Chiesa né dell’Ordine di Malta.

Per non parlare poi della strumentalizzazione immediatamente armata contro il card. Burke, reo di aver firmato i famosi “Dubia” sull’Amoris Laetitia, e di conseguenza bersaglio preferito – anche a costo di una menzogna, come abbiamo visto più sopra – dalla fazione iperpapale.

Se questo è il rinnovamento, delle anime soprattutto, siamo serviti.


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