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martedì 4 aprile 2017

PAPA FRANCESCO: L'INCUBO DI SAN BELLARMINO

Disputationes de Controversiis Christianae Fidei | un volume originale dell'opera in più volumi di San Roberto Bellarmino (A.D. 1593)

“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”



Dopo quattro anni di tumulto Bergogliano, è innegabile che siamo testimoni di un Papa che è contrario alla sana dottrina e il cui insegnamento, se si può chiamare così, è generalmente inaffidabile se non positivamente contrario alla Fede. I fedeli guardano con crescente allarme e disgusto come Papa Bergoglio commette un errore dopo l'altro quasi ogni volta che apre bocca, guadagnandosi gli applausi del mondo per il suo disinvolto disprezzo dell'ortodossia e delle discipline tradizionali di origine apostolica.
Liberamente tratto da un articolo di C. A. Ferrara sul sito web: | © The Remnant Newpaper | Lunedì 3 Aprile 2017


La Chiesa è scossa dall'impatto terribile dei suoi documenti formali da ghostwritten. Evangelii Gaudium, Laudato si' e Amoris Laetitia sono all'ordine del giorno per le loro false dichiarazioni di fatti, citazioni ingannevoli, opinioni discutibili in materia che va di gran lunga al di là della competenza pontificia, con proposizioni teologiche capziose e deroghe palesi dall'insegnamento precedente su fede e morale, sempre mescolata, tuttavia, con punte di ortodossia e passi che consentono una difesa sofistica di continuità con il Magistero bimillenario della Chiesa Cattolica.

Riguardo l'infallibilità del Papa


In breve, Papa Bergoglio è letteralmente una fonte di errore per cui le sue uscite d'eterodossia e di immenso non senso potrebbero riempire un libro, come mostrato da questo catalogo on-line di Bergoglianismi redatto da sacerdoti diocesani anonimi e costantemente aggiornata per poter rispecchiare il sempre crescente livello della follia Bergogliana.

Il cattolico confuso potrebbe chiedersi: com'è possibile questo per un papa? Che ne è della promessa di Nostro Signore, relativa alla infallibilità della Chiesa? La risposta a queste domande è chiara a qualsiasi cattolico che comprende la natura del ministero petrino e la sua relazione con l'infallibilità ecclesiale. In realtà, la risposta è stata fornita alla Chiesa, abbastanza provvidenzialmente, dallo stesso papa Benedetto XVI all'inizio del suo pontificato misteriosamente terminato:

“Il potere che Cristo ha conferito a Pietro e ai suoi Successori è, in senso assoluto, un mandato per servire. Il potere di insegnare nella Chiesa comporta un impegno a servizio dell'obbedienza alla fede. Il Papa non è un sovrano assoluto i cui pensieri e desideri sono legge. Al contrario, il ministero del Papa è garanzia dell'obbedienza a Cristo e alla sua Parola. Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all'obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, e ad ogni forma di opportunismo.”


Così il Papa è un servo. Ma lui non è un servo del “popolo di Dio”, in senso demagogico per Bergoglio, è solo un travestimento per l'abuso di potere da parte di chi non è servo di nessuno, ma piuttosto si comporta proprio come un “monarca assoluto i cui pensieri e desideri sono legge”. Il Papa, invece, dovrebbe essere un servitore della Verità che tramite lui si tramanda a salvaguardia di un'intatto trasferimento ai suoi successori del “depositum fidei”. Il ministero petrino è dunque essenzialmente conservatore, non creativo. Come il Concilio Vaticano ha notoriamente decretato proprio nel processo di definizione dei limiti rigorosi della infallibilità papale:

“Lo Spirito Santo è stato promesso ai successori di Pietro per non far sì che essi possano, con la sua rivelazione, rivelare qualche nuova dottrina, ma che, tramite la sua assistenza, possano religiosamente custodire e fedelmente esporre la rivelazione e il deposito di fede trasmesso dagli apostoli.”


Il papato, cioè, è affidatario della funzione conservativa della fede. Il Papa ha la custodia del deposito della fede, e il suo dovere primario è quello di custodire tale deposito contro “ogni tentativo di adattamento e di annacquamento, e ogni forma di opportunismo.” Così, anche Giovanni Paolo II, il cui insegnamento tradizionale su matrimonio e famiglia Bergoglio fatica incessantemente per rovesciare, ha dichiarato nel promulgare il suo nuovo Catechismo che:

“Custodire il deposito della fede è la missione che il Signore ha affidato alla sua Chiesa e che essa compie in ogni tempo.”


Che cosa dire, allora, di Papa Bergoglio, che chiaramente ha poco o nessun interesse di limitarsi alla salvaguardia del depositum fidei? Anzi, al contrario, parlando del suo Sinodo farsa sulla Famiglia, che non è stato niente di più di un veicolo per il disastro preconcetto che è Amoris Laetitia (AL), in cui Bergoglio ha respinto esplicitamente il concetto del Papa come fedele custode della Tradizione, dichiarando che il Sinodo era “un'espressione ecclesiale” con:

“la Chiesa che si interroga per quanto riguarda la sua fedeltà al deposito della fede, non rappresenta la Chiesa chiusa come un museo, né solo qualcosa da salvaguardare, ma è una sorgente di vita, dove c’è posto anche per l’affamato e l’assetato, lo straniero e il perseguitato, la peccatrice e il pubblicano, i farisei e le folle”. [con enfasi nel discorso originale ndr]


Con l'introduzione dell'idea di una “Chiesa che si interroga per quanto riguarda la sua fedeltà al deposito della fede” - come se la Chiesa in quanto Chiesa potesse mai essere infedele al depositum fidei - e sofisticamente dipinge il deposito della fede contrario ad un “deposito della vita” meramente retorico, Bergoglio assoggetta audacemente tutta la dottrina cattolica e la relativa disciplina alle sue convinzioni, che sono semplicemente i riflessi della sua mentalità gesuitica.

Se per “primavera vivente da cui la Chiesa attinge” Bergoglio significa, naturalmente, le sue idee, che ha promosso senza sosta dal momento della sua elezione. La farsa sinodale è stata soltanto un mezzo utilizzato, abbastanza ridicolmente, per indurre i fedeli a credere che le sue idee fossero “uno spazio per l'azione dello Spirito Santo”, in cui i vescovi potessero “dimostrare il loro coraggio apostolico”, che per lui significa “coraggio di vivere la vita per non fare della nostra vita cristiana un museo di ricordi.” ancora una volta, una rappresentazione sofistica della dottrina contro la “vita”.

Quando i vescovi non sono riusciti a “tirare fuori il coraggio apostolico”, tuttavia, ha insistito sulla difesa del “museo dei ricordi della nostra vita cristiana”, reprimendo in gola il suo desiderio di “affossare” il divieto della Santa Comunione per gli adulteri pubblici, in ogni caso, Bergoglio ha semplicemente promulgato le proprie idee tramite AL, pur continuando a far finta che le sue novità erranti in teologia morale fossero state una fonte di ispirazione dello Spirito Santo confermate attraverso i Padri sinodali. Come se qualcuno potesse seriamente credere ad una bugia così sfacciata.

Papa Bergoglio, in definitiva, è un Papa che rifiuta semplicemente “di attenersi al magistero della Chiesa e all'obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, e contro ogni forma di opportunismo”. Ma dal momento che il Papa, non meno di qualsiasi altro essere umano, possiede il suo libero arbitrio, tale rifiuto è possibile.

Il carisma di infallibilità papale è limitato dall'errore quando il Papa smette d'insegnare ciò che la Chiesa ha sempre costantemente insegnato o formalmente definisce una questione di fede e di morale, già tramandata a lui nel depositum fidei, come viene trasmessa dal Magistero ordinario. Ma nemmeno quando un Papa definisce infallibilmente un dogma fa nulla di più o di meno che “stare a guardia religiosamente e fedelmente esporre la rivelazione o il deposito della fede trasmesso dagli apostoli.”

Lo Spirito Santo non potrà, però, forzare un Papa di eseguire la sua corretta funzione conservatrice se questi intenda rifiutarsi di farlo. Se il rifiuto di Papa Bergoglio di conformarsi al corretto funzionamento del ministero petrino fa di lui un eretico formale non è una domanda su cui abbiamo la competenza o la conoscenza per poter decidere, perché solo Dio può conoscere lo stato personale di un'anima che determina la differenza tra l'eresia formale e materiale e non v'è alcun forum in cui i fedeli possono costringere un Papa ribelle a rivelare le sue intenzioni soggettive.

Questo però, è certo: se un Papa insiste sulla promozione delle novità del suo pensiero, non possiamo avere alcuna garanzia in qualunque cosa egli faccia che il suo insegnamento sia affidabile. Anzi, al contrario, può ben essere che praticamente tutto ciò che dice e fa secondo le proprie vedute sia sbagliato. Tale Papa è Jorge Mario Bergoglio.

Che ne è poi della indefettibilità della Chiesa? Non ha forse detto il Signore con la Sua autorità divina: “Tu sei Pietro (Kepha), e su questa pietra (Kepha) io edificherò la mia chiesa, e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa” (Matteo 16:18)

Non è l'ufficio papale il fondamento della Chiesa indefettibile? Sì, naturalmente lo è, ma questo fondamento si basa a sua volta su Cristo stesso e, per ricordare le parole di Papa Benedetto XVI, “l'obbedienza a Cristo e alla sua Parola”.

Anche in questo caso, la questione si riduce alla libera volontà di un Papa nel rispetto obbedienza a Cristo e alla Sua Parola. Il Magistero non ha mai dichiarato che un Papa è incapace di tale disobbedienza. C'è sempre stata al massimo una pia presunzione che un Papa non sarebbe mai diventato un nemico dell'ortodossia.

Niente meno che un santo, San Roberto Bellarmino, un dottore della Chiesa, ha scritto in materia di resistere realisticamente sul diritto di un Papa che è “travisatore di anime ... e molto di più se dovesse cercare di distruggere la Chiesa.” (Disputationes de Controversiis Christianae Fidei A.D. 1593), trad. Ryan Grant (Mediatrice Press: 2015), Libro II, Capitolo 29, pag. 303.

Se un Papa agisce costantemente in maniera contraria al suo ruolo fondamentale quale conservatore e difensore dell'ortodossia non significa che il papato in quanto tale, abbia fallito nella sua funzione, contrariamente alle promesse di Cristo. Significa solo che un particolare Papa ha disertato dal suo dovere, anche se lo Spirito Santo gli impedirà di definire formalmente il suo errore teologico ed d'imporlo sulla Chiesa.

Ed è sia la definizione dogmatica formale di una dottrina sempre adottata dalla Chiesa, attraverso il Magistero straordinario, sia la ripetizione di quella dottrina, senza una definizione dogmatica, a titolo di Magistero ordinario, che causano l'oggettiva limitazione dell'infallibilità papale. (Non mi rivolgo all'opinione teologica comune per cui l'oggetto della infallibilità comprenda mandati disciplinari universali, rispetto a mere permesse).

Quando un Papa non agisce in tale ambito limitato, nessun insegnamento del Magistero nega che tutto ciò che può andare storto sarà andare male con un dato pontificato. Letteralmente tutto ciò che può andare storto con un pontificato è andato storto tutto in una volta con Papa Bergoglio. Il suo pontificato è dunque una dimostrazione storica di tutti i modi in cui è possibile per un Papa di fallire nel suo dovere di “confermare i fratelli”. Il suo governo della Chiesa rappresenta ciò che avrebbe dovuto essere l'intensificazione ultima della ricerca di novità che più o meno è stato il segno condi tutti i pontificati post-Vaticano II.

A differenza di quella dei suoi immediati predecessori, il suo programma è uno dei pura novità, tutto questo operare al di fuori del carisma dell'infallibilità. Come Sandro Magister ha appena pubblicato:

“Con Francesco la Chiesa è divenuta un cantiere aperto. Tutto è in movimento. Tutto è liquido. Non c'è più dogma che tenga. Si può ridiscutere di tutto e agire di conseguenza.”


Siamo testimoni della realtà che Bellarmino considerato solo in teoria: Un Papa che avrebbe: “Il possibile per distruggere la Chiesa”. Non ci è dato di sapere fino a che punto Dio permetterà Bergoglio di procedere con la sua follia arrogante, che, tuttavia, sarà inevitabilmente annullata. Da parte nostra, la resistenza è il rimedio, ognuno di noi secondo la sua posizione, sarebbe per noi doveroso prendere in considerazione l'inaugurazione di una prossima conferenza accademica senza precedenti a Parigi, appositamente, convocata per affrontare questo pontificato senza precedenti: deporre il Papa: Teologi Locali, modelli Canonicali, una sfida costituzionale.

NOTA IMPORTANTE:

Degno di considerazione a questo proposito è anche il punto di vista del celebre canonista Ed Peters, che scrive (in linea con il parere del Bellarmino), che “nella visualizzazione dei canonisti moderni da Wernz a Wrenn, per quanto remota sia la possibilità di un papa di cadere realmente in eresia e per quanto difficile potrebbe essere il fatto di determinare se un papa possa così essere decaduto, una simile catastrofe, Deus vetet (che Dio non voglia), comporterebbe la perdita della carica papale”.

Noi, però, possiamo solo guardare e aspettare che la storia si svolga

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