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mercoledì 15 marzo 2017

IL PAPA RIDUCE LE SANZIONI NEI CONFRONTI DI ALCUNI PRETI PEDOFILI

“La Misericordia non può essere applicata anche a coloro che sono colpevoli di crimini efferati” (Card. Raymond Leo Burke)



Don Mauro Inzoli, detto anche: «il prete in Mercedes», un sacerdote molestatore condannato a 4 anni e 9 mesi dalla procura di Cremona, ha fatto appello con successo alla proverbiale misericordia di Papa Francesco per non essere ridotto allo stato laicale.
Liberamente tratto da un'articolo pubblicato sul sito web di | © ABC NEWS | Lunedi, 27 Febbraio 2017


Come se nulla fosse, Papa Francesco sta tranquillamente riducendo le sanzioni contro un manipolo di preti pedofili nel nome della sua visione di una Chiesa misericordiosa che deve concedere possibilità di riscatto anche dinnanzi ai peggiori crimini. È quanto denuncia un articolo di ABC NEWS, pubblicato il 27 febbraio scorso.

Tutti salvati dalla misericordia di Francesco!


Tra i casi più conosciuti dell'inarrestabile misericordia di Francesco, c’è quello di don Mauro Inzoli, graziato del Papa in merito ai suoi abusi su ragazzini di età inferiore ai 12 anni. Attualmente sotto inchiesta da parte della Procura (nonostante molti dei suoi crimini risultino ormai prescritti), il sacerdote risulta anche oggetto di un secondo processo canonico che sarebbe stato aperto dinnanzi a nuove prove emerse nei suoi confronti.

Pare abusasse dei ragazzini persin dentro il confessionale, ma la riduzione ad uno stato laicale (che neppure gli impedì di partecipare tra le autorità al convegno lombardo in “difesa” dei bambini organizzato da Croistina Cappellini) fu l’unico provvedimento assunto da un giudizio di condanna emesso da Benedetto XVI e confermato da Francesco.

Ma il caso Inzoli è uno dei tanti in cui Francesco ha baipassato il consiglio della Congregazione Vaticana per la dottrina della fede (CDF), limitandosi a ridurre allo stato laicale i prelati incriminati senza ulteriori conseguenze. In molti casi i sacerdoti coinvolti in atti di pedofilia hanno fatto appello alla clemenza di Francesco, citando le sue parole sulla misericordia.

Si apprende oggi che Don Mauro Inzoli, il carismatico prete di Comunione e liberazione, è stato condannato a 4 anni e 9 mesi per violenza sessuale. La sentenza è stata pronunciata dopo due ore e mezza di camera di consiglio, dal gup di Cremona Letizia Platè, il procuratore Roberto di Martino aveva chiesto per il prelato 6 anni di reclusione. L’imputato ha ottenuto lo sconto di un terzo della pena, beneficio previsto dal rito abbreviato.

«Nonostante la Santa Sede non si sia prodigata nel fornire gli atti necessari, sono contento perché si è arrivati all’accertamento della verità - ha commentato il pm - secondo me, gli episodi non contestabili sono più di cento. Sarebbe stato meglio fossero emersi prima, ma tutti questi ragazzi, le cui famiglie appartengono a Cl, hanno travato grande imbarazzo a farsi avanti perché c’era molta considerazione nei confronti di don Inzoli»

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In data 12 Giugno 2014 è giunto al Vescovo di Crema, Mons. Oscar Cantoni, da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Decreto recante le disposizioni del Santo Padre a conclusione del caso del Rev. Mauro Inzoli, che diventano vincolanti a partire dal giorno di notifica del Decreto all’interessato (25 giugno 2014).

Tale Decreto recepisce quanto Papa Francesco, accogliendo il ricorso di don Mauro, ha stabilito, in considerazione della gravità dei comportamenti e del conseguente scandalo, provocato da abusi su minori, don Inzoli è invitato a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza.

Gli è inoltre prescritto di sottostare ad alcune restrizioni, la cui inosservanza comporterà la dimissione dallo stato clericale. Don Mauro non potrà celebrare e concelebrare in pubblico l’Eucaristia e gli altri Sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l’Eucaristia privatamente. Non potrà svolgere accompagnamento spirituale nei confronti dei minori o altre attività pastorali, ricreative o culturali che li coinvolgano. Non potrà assumere ruoli di responsabilità e operare in enti a scopo educativo. Dovrà inoltre intraprendere, per almeno cinque anni, un’adeguata psicoterapia.

Un funzionario vaticano ha raccontato ad Abc News che:

«con tutta questa enfasi sulla misericordia si sta creando un ambiente ideoneo per tali abusi»

sostenendo poi che gli appelli alla clemenza venivano raramente accolti da Papa Benedetto XVI (che tra il 2005 e il 2013 ha ridotto allo stato laicale circa 800 preti che hanno violentato e molestato dei bambini) sino al cambio di rotta del nuovo pontificato. Lo conferma indirettamente il portavoce vaticano Greg Burke, il quale ha raccontato con enfasi come la misericordia di Francesco venga applicata «anche a coloro che sono colpevoli di crimini efferati».

A tutto ciò si aggiungono le recenti parole con cui Franceso ha sostenuto che chi commette abusi sessuali soffra di una “malattia”, introducendo in alcuni processi in essere un ulteriore espediente per invocare fattori attenuanti nei processi canonici per crimini di tale entità.

Marie Collins, una superstite irlandese di abusi sessuali perpetrati da sacerdoti, ha espresso disappunto verso tutti i nuovi espedienti che stanno indebolendo il contrasto alla pedofilia:

«Chi ha commesso un abuso ha assunto una decisione consapevole. Gli esperti vi diranno che anche i pedofili sono responsabili delle loro azioni. Possono resistere alle loro inclinazioni»

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Tanti gruppi di vittime di abusi hanno da tempo messo in discussione l’impegno di Francesco nel perseguire la linea dura di Benedetto, soprattutto in virtù di come non avesse alcuna esperienza nel trattare con i sacerdoti responsabili di abusi o con le loro vittime nella sua Argentina .

Inoltre molti canonisti e varie autorità della Chiesa sostengono che la riduzione allo stato laicale dei preti pedofili possa comportare ulteriori rischi per la società, dato che la Chiesa non esercita più alcun controllo su di loro. Essi sostengono che mantenere gli uomini nel ministero limitato, lontano dai bambini, almeno consente superiori di esercitare un certo grado di supervisione.

La Collins ritiene indicativo il caso di Inzoli, riconosciuto colpevole di abusi sessuali dal Vaticano nel 2012 e ritrovatosi a beneficiare di uno sconto di pena a lui concesso nel 2014 da Francesco. Stessa sorte è toccata al vescovo di Crema, Oscar Cantoni che, graziato dal misericordioso pontefice, ha dichiarato candidamente che:

«nessun peccato è così terribile da non poter essere oggetto della misericordia (...di Francesco?)».

LE MIE UMILI CONSIDERAZIONI:

Francesco ha scartato quanto proposto dal tribunale della commissione dei vescovi per risolvere il pasticciaccio dei casi di abuso come pure le conseguenti obiezioni giuridiche della congregazione. Un'altra importante iniziativa della Commissione, la proposta di un modello guida per aiutare le diocesi a sviluppare politiche adeguate per la lotta contro gli abusi e tutelare i minori, sta solo raccogliendo polvere negli archivi della santa sede, in quanto il Vaticano non ha mai inviato il modello alle conferenze episcopali, come la Commissione aveva richiesto, ponendo quest'ultima, addirittura un collegamento a questo documento sul proprio sito web con il titolo: "risorse contro gli abusi".
Ora che anche il cardinale Muller, forse per paura di perdere la berretta, si allinea a questi scellerati innovatori e anche i 4 cardinali che hanno avanzato i dubia sembrano sul punto di gettare la spugna, mi tornano in mente le ultime parole della Santissima Vergine: «Cari figli, verrà un giorno in cui molti ferventi nella fede si tireranno indietro di fronte alla persecuzione. Rafforzate in voi le parole di Mio Figlio Gesù e la sua Divina Presenza nell'Eucaristia. In molti luoghi, il Sacro sarà gettato fuori, ma nei cuori dei fedeli rimarrà sempre accesa la fiamma della fede. I nemici stanno progettando la distruzione della Chiesa del Mio Gesù e causano gravi danni spirituali in molte anime, ma la vera Chiesa del Mio Gesù rimarrà salda. Sarà un piccolo gregge, ma questo piccolo gregge fedele sarà in grado di far compiere la promessa di Mio Figlio Gesù: "le potenze degli inferi non prevarranno". Mio Figlio Gesù vi guiderà e tutti quelli che rimarranno fedeli riceveranno una grande ricompensa.» ... PREGHIAMO, PREGHIAMO, PREGHIAMO!

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