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mercoledì 8 marzo 2017

MONS. PAGLIA: IL CARDINALE CHE ASCESE AL PARADISO TRA GAY E PECCATORI

Particolari scandalosi dell'affresco blasfemo fatto realizzare da Mons. Paglia nel Duomo di Terni (Ricardo Cinalli 2007)

L'affresco blasfemo finanziato da colui che presiede l'istituto vaticano per gli studi su matrimonio e famiglia voluto da S. Giovanni Paolo II



L'arcivescovo Vincenzo Paglia ha commissionato nel 2007 ad un artista omosessuale argentino, la realizzazione di un murale omo-erotico blasfemo nella cattedrale di Santa Maria Assunta (duomo di Terni). Il murale include la raffigurazione dell'arcivescovo stesso (primo riquadro della foto qui sopra), in posa quantomeno ambigua in mezzo ad un'ammucchiata di corpi nudi, avvinghiati in abbracci carnali, che penzolano in una delle due reti sorrette da un Cristo risorto di cui, attraverso l'abito traslucido che lo cinge si sono, perversamente, voluti far intravedere i genitali.
Saranno forse questi gli enormi meriti per i quali papa Francesco, il 27 ottobre scorso, lo ha promosso a presidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia.
Liberamente tratto da diversi articoli, letti sul web in siti e blog cattolici e no: | © Marco Matteucci | Mercoledì 8 Marzo 2017


Nel Duomo di Terni anche gli omosessuali vanno in paradiso. Lo fanno in un dipinto realizzato nel 2007 sulla controfacciata della cattedrale di Santa Maria Assunta che rappresenta una risurrezione dei morti. Al centro dei 16 metri per 9 di pittura muraria si staglia Gesù che ascende al cielo trascinando due reti da pesca piene di figure umane. In basso, dai buchi che si aprono sulla terra, escono altri aspiranti al paradiso; in alto un cordone di umani difende la Gerusalemme celeste; nel centro si intravede una Terni industriale e inquinata. Su tutto si posa la mano di Dio. Nel groviglio di corpi nudi appaiono personaggi nuovi alla tradizione iconografica cristiana. Tra questi, riconoscibili ai lati della porta d'ingresso della chiesa, ci sono due transessuali e una coppia di uomini in atteggiamenti erotici. Ma nel dipinto non mancano nemmeno: prostitute, spacciatori, donne velate, uomini di colore con scarpe da ginnastica e omosessuali con uno sgargiante cravattino a pois.

La blasfemia che pervade la Casa di Dio


Secondo quanto afferma l'artista, il pittore argentino omosessuale Ricardo Cinalli, noto per i suoi dipinti di corpi maschili equivochi, il vescovo Paglia lo ha selezionato per realizzare questo "capolavoro" da una lista di dieci artisti di fama internazionale con il compito specifico di dipingere la parete interna della facciata della cattedrale.

L'allora Vescovo Vincenzo Paglia, insieme al direttore dell’Ufficio dei beni culturali della diocesi nonché canonico del capitolo della Cattedrale di Terni, il defunto don Fabio Leonardis, ha curato ogni dettaglio del lavoro di Cinalli, secondo quanto ha riferito l'artista, Paglia mai gli ha chiesto se egli credesse nella dottrina cristiana della salvezza delle anime.

"Lavorare con lui è stato umanamente e professionalmente fantastico", ha detto Cinalli al quotidiano italiano La Repubblica, "Non c'è nessun dettaglio che sia stato fatto liberamente, a caso", ha aggiunto Cinalli. "Tutto è stato analizzato. Tutto è stato discusso. Non mi hanno mai mi ha permesso di lavorare per conto mio."

Sicuramente quest'enorme affresco, che ricopre tutta la contro-facciata della Cattedrale, è un obbrobrio artistico oltre che un sacrilegio teologico ed è solo uno dei molti scempi compiuti da monsignor Vincenzo Paglia negli anni del suo disastroso episcopato presso la diocesi di Terni (2000-2013).

Il motivo della riscoperta di questi ultimi giorni, di queste sue malefatte, è la conseguenza dello scandalo suscitato dall’elogio pubblico di Marco Pannella pronunciato dal prelato alla presentazione del libro che racconta gli ultimi mesi di vita del leader radicale (leggi qui).

Già in passato monsignor Paglia si era distinto per uscite a dir poco inopportune prima da presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia e in tempi recenti da Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e cancelliere dell’Istituto Giovanni Paolo II per la famiglia. Che come rappresentante di due istituzioni create da san Giovanni Paolo II per combattere l’aborto e contrastare gli attacchi alla famiglia, sia andato a rendere onore proprio a chi ha fatto dell’attacco alla vita e alla famiglia una ragione di vita, è intollerabile.

Diverse sono state le iniziative nel mondo per chiedere le sue dimissioni immediate, ma c’è anche chi si è spinto a indagare sulle sue attività passate, ed è subito venuto fuori il caso dell’affresco commissionato per il Duomo di Terni. In una cattedrale antica, rifatta nel XVII secolo su progetto del Bernini ma costruita su una chiesa precedente la cui origine risale addirittura al VI secolo, è stata piazzata una Resurrezione post-moderna, dominata dalla figura di Cristo che sale al cielo tirandosi dietro due reti cariche di figure umane nude o seminude, con diverse figure di omosessuali, transessuali o comunque palesemente trasgressive.

Tra di loro sono raffigurati anche, all'interno di una di queste reti mistiche trascinate da Cristo, un don Fabio Leonardis "desnudo" e con tanto di cuore tatuato sul bicipite e lo stesso monsignor Paglia (su richiesta del committente), nudo anche lui, abbracciato a un povero che "misericordiosamente" lo solleva (ma che, nel tempo, ha dato adito anche ad altre interpretazioni molto meno caritative).

A Terni oggi circola voce di un progetto per rimuoverlo o trasferirlo in una sede più idonea. Difficile ottenere dei commenti in merito da parte dei rappresentanti della diocesi. Don Claudio Bosi, attuale direttore dell'Ufficio per i beni culturali, conferma che questo sarebbe "il desiderio di molti laici che frequentano la chiesa", ma smentisce che vi sia un progetto concreto in tal senso. E aggiunge: "Ci sono momenti in cui certi temi possono essere affrontati, altri in cui è meglio tacere. Confermo che la questione è scottante, ma non posso aggiungere altro".

Don Fabio Leonardis, parroco colto, controverso ma amato, è morto nell'agosto del 2008. Monsignor Vincenzo Paglia non è reperibile a causa dei suoi numerosi impegni. Mentre, l'attuale vescovo di Terni-Narni-Amelia Giuseppe Piemontese, preferisce non commentare questa notizia.

RIFLESSIONE:

La Chiesa cattolica condanna tutte le forme di comportamento sessuale al di fuori del rapporto sessuale naturale tra un uomo e una donna uniti in matrimonio, tra cui la sodomia omosessuale, e avverte che coloro che muoiono senza aver fatto ammenda di tali peccati sono destinati alla dannazione eterna. La dottrina, che si trova nel Vecchio e Nuovo Testamento della Bibbia, si riflette nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che definisce gli atti omosessuali "intrinsecamente disordinati", e aggiunge: "In nessun caso possono essere approvati o tollerati".

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