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mercoledì 1 marzo 2017

MEMENTO HOMO, QUIA PULVIS ES...

Matthias Grünewald, Crocifissione (particolare del pannello centrale), trittico su tavola 1512/1516 - Musée d'Unterlinden, Colmar (Francia)

‟Ricordati, uomo, che tu sei polvere e in polvere ritornerai.”

(Genesi 3,19)

“Non importa cosa succede a Roma, con il nostro Papa più sventurato. Non importa ciò che gli dèi del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale hanno in serbo per noi. Cristo crocifisso è tutto ciò che conta davvero oggi e per i prossimi quaranta giorni di Quaresima.” (Letto su: The Remnant Newspaper)


LIBERAMENTE TRATTO DA UNA STRUGGENTE NOTA DELLA REDAZIONE
Letta quest'oggi, mercoledì delle Ceneri, sul Sito: The Remnant Wewspaper



Quando visitiamo le tombe dei morti, dobbiamo ricordare che saremo presto uniti a loro, che nessuno esce vivo da qui, che anche quelli di noi che oggi sono in ottima salute saranno andati a cinquant'anni da oggi, forse un po' di più, forse un po' di meno. Questa è la casa designata per tutti i viventi: la morte. Il ricco e il povero saranno distesi su un letto comune, ed entrambi saranno contenuti in un solo, piccolo pezzo di terra. Nessuna distinzione sarà fatta lì tra il nobile e il popolano e il debole non sarà più calpestato dal potente.

L'avaro non potrà più beneficiare del suo denaro, né della sua astuzia per un malizioso profitto. Presto diventerà cibo per i vermi e il dandy emanerà un odore disgustoso. E coloro che si sono collocati su piedistalli saranno riportati in basso e le lodi a cui con orgoglio sono stati abituati non saranno più per loro.

Consideriamo come tutti i mortali tendono verso il niente e come ogni carne, corrotta dal peccato, ritorna alla sua fonte originaria. Pertanto, sforziamoci di vivere in modo spirituale mortificando la carne, in modo che, quando il corpo si trasformerà in polvere la nostra anima sia giudicata degna di riposare in pace benedetta. Se viviamo la nostra vita nella tribolazione e nel dolore del Venerdì Santo, troveremo un riposante Sabato Santo e poi una più gioiosa Domenica di Pasqua, il giorno della risurrezione dei giusti.

Quanto più austeramente vivremo nel mondo, tanto più tranquillo sarà il nostro riposo nella tomba. Più fermamente ci aggrapperemo alla Croce, tanto maggiori garanzie avremo di raggiungere Cristo. Quanto più amaramente deploreremo i vostri peccati, tanto meno resterà da eliminare nelle fiamme vendicatrici. Che cosa ci ripete il prete il Mercoledì delle Ceneri: "Ricordati, uomo, che tu sei polvere e in polvere ritornerai."

In pochi anni, pochi mesi, pochi giorni, ritorneremo alla polvere. Tutti noi. È solo una questione di tempo e di come usiamo il tempo ci è dato. Quindi lamentarsi in questo tempo di grazia non serve, quando le porte della Misericordia sono aperte, e quando Dio, nel quale sovrabbonda la redenzione, accetta il nostro pentimento. Piangiamo anche per la condizione misera del mondo e per l'incredibile indifferenza degli uomini.

Solo pochi si trovano oggi ad essere veri seguaci del Crocifisso, e molti permettono al loro fervore spirituale originario di crescere freddo. Lasciamo che la meditazione su Gesù Cristo e sul Crocifisso sia la nostra preghiera quotidiana. Manteniamo Gesù sempre davanti ai nostri occhi e stiamo sempre vicino ai piedi della Croce. Sia nella vita o nella morte, entriamo nel sepolcro con Gesù di modo che quando il Cristo, che è la nostra vera vita, apparirà ancora una volta, saremo pronti a salire con lui nella gloria.

Amen

Preghiamo ... Preghiamo ... Preghiamo

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