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domenica 19 febbraio 2017

IL CARDINALE BURKE CONFINATO AI BAGNI PENALI


 •  La tecnica dell'esilio non è nuova, è stata sempre usata per domare gli oppositori più pericolosi.  • 



Decisioni di routine, scelte annunciate, coincidenze: tutto quel che si vuole, ma con l’aria che tira a Roma e con quanto sta avvenendo nella Chiesa, non sorprende certo che sui giornali online e sui social sia stata accreditata una interpretazione “punitiva” delle ultime decisioni.
Liberamente tratto da un'articolo di Michael Matt, sul sito web della rivista cattolica: | © The Remnant | Sabato 18 Febbraio 2017


Il cardinale Raymond Leo Burke è il Patrono dell’Ordine di Malta. Da qualche giorno il porporato americano, 68 anni, considerato da molti un oppositore di Papa Francesco per via delle sue posizioni tradizionali, è stato inviato a 12.000 km da Roma, sull’Isola di Guam per indagare su un caso di pedofilia risalente agli anni 70.
Secondo alcuni si tratta di una punizione del Pontefice nei confronti del cardinale, ma a quanto risulta a Stanze Vaticane – Tgcom24, il Papa è stato informato (a dir loro) dell’incarico affidato al card. Burke dalla Congregazione per la Dottrina della Fede soltanto a cose fatte, quando il porporato era già sull’isola del Pacifico.

L ' Implacabile Misericordia di Bergoglio


Il cardinale Raymond Burke ha detto ad un programma televisivo italiano questa settimana che non crede ad un'intenzione punitiva in merito al suo recente incarico a Guam per presiedere l'indagine di un processo della chiesa contro un arcivescovo accusato di aver abusato di alcuni chierichetti nel 1970, questa però, sembra a tutti gli effetti, una punizione inflittagli da Bergoglio. Le dichiarazioni del cardinale possono essere lette qui.

Nell'intervista, il cardinale Burke insiste che il suo incarico è venuto dalla Congregazione per la dottrina della fede, che egli serve ancora come presidente del Tribunale Apostolico. Il cardinale Muller, che dirige il CDF, è diventato un “difensore franco” dell'Amoris Laetitia, la controversa esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco, che prevede per i cattolici divorziati risposati di poter ricevere la Santa Comunione, lo stesso documento, tra l'altro, per il quale il cardinale Burke e altri tre cardinali anno avanzato un atto per correzione formale, i famosi 'dubia', per quanto concerne la loro ortodossia e gli apparenti errori contenuti in esso, a cui lo stesso pontefice si rifiuta pervicacemente di rispondere.

Quando gli è stato chiesto il motivo per cui è stato scelto di andare a Guam, il cardinale Burke ha detto: "Penso di essere stato selezionato sulla base dei miei studi di diritto canonico e per la mia lunga esperienza con i processi ecclesiastici". Il cardinale riferito inoltre che non sa per quanto tempo dovrà trattenersi in Guam, ma che spera "di essere in grado di finire il lavoro prima dell'estate".

Quando gli è stato chiesto se vede questo incarico, in mezzo al nulla, come una punizione da parte del papa, il cardinale Burke ha risposto: "No, non vedo questa missione come una punizione dal papa, e di certo non la sto vivendo come una punizione, è normale per un cardinale, a seconda della sua preparazione e la disponibilità, poter ricevere incarichi speciali per il bene della Chiesa. Non sono stato sorpreso dalla richiesta della Congregazione per la dottrina della fede, e ho accettato, consapevole della grave responsabilità che questa implica, ma senza alcun pensiero di altre motivazioni da parte di Papa Francesco o della Congregazione".

Come abbiamo notato prima in queste colonne, è nostra opinione che il cardinale Burke abbia in sé qualcosa di santo, perché solo un santo avrebbe potuto rispondere in modo così umile e non vendicativo a questa strana assegnazione avvenuta in questo momento tanto cruciale per Lui che è un figlio fedele della Chiesa, dal momento che in questa situazione, come in altre che sono in contrasto con le decisioni di Papa Francesco, egli ha in mente soltanto l'interesse più alto per la Chiesa e per le anime.

Tuttavia, il resto di noi che siamo meno virtuosi, abbiamo una sola domanda di una sola parola: Guam?

Dopo tutto quello che è successo: la sua rimozione dal Supremo tribunale della Segnatura apostolica, Amoris Laetitia, con il rifiuto del Papa di rispondere ai dubia i quattro cardinali, lo scandalo dei Cavalieri di Malta... Guam?

Allora, voi... cosa ne pensate?

È questa L'ENNESIMA "PROMOZIONE" COMBINATA AL CARDINALE BURKE?

NOTA IMPORTANTE:

In quanto a me, mi ero riproposto (vedi questo post) di non pubblicare più nulla di negativo nei confronti del papa, salvo accadimenti gravi e questo, purtroppo, ha tutta l'aria d'essere uno di questi. Speriamo di no.

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