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sabato 4 febbraio 2017

IL CARD. BURKE: TRA TRUMP E CLINTON, MOLTO MEGLIO TRUMP!

‟ Può esserci diversità d'opinione sul fare la guerra o sull'applicazione della pena di morte, ma non per quanto riguarda l'aborto e l'eutanasia ”

(Joseph Ratzinger)


Il cardinale Burke si dichiara “molto felice” per la vittoria elettorale di Donald Trump, prosegue il cardinale e arcivescovo cattolico degli Stati Uniti: “il presidente eletto è una buona scelta per affrontare la corruzione e difendere la causa di tutte quelle associazioni che già da diversi anni stanno lottando in Difesa della Vita”.
Liberamente tratto da un'articolo del sito web in lingua inglese de LA STAMPA | © VATICAN INSIDER | Venerdì 27 Gennaio 2017


“Ritengo che Donald Trump sia - senza dubbio - da considerasi preferibile rispetto a Hillary Clinton, considerando la sua posizione riguardo all'aborto; penso che il nuovo presidente sarà ben intenzionato ad affrontare la corruzione presente all'interno delle istituzioni e non adeguatamente gestita dalla passata amministrazione, credo che egli si muoverà secondo le direttive prospettate durante la campagna elettorale”

Lo scampato pericolo del Regno di un altro Anticristo


Il cardinale Burke, nutre una stima prudente verso il leader degli Stati Uniti, ha anche detto che l'assistenza ai rifugiati e ai poveri sono molto importanti ma non hanno lo stesso peso morale delle questioni che riguardano l'aborto e l'eutanasia:
“Trump ha detto che è a favore della vita, mentre la Clinton si è schierata a favore delle terminazioni legali”.

Papa Francesco, però, ha fatto della cura verso i reietti una parte centrale del suo pontificato e ha messo in discussione la fede cristiana del presidente eletto, dopo che Trump ha proposto la costruzione di un muro tra gli Stati Uniti e il Messico per evitare che i migranti attraversino la frontiera.

Durante la campagna presidenziale del 2004 il cardinale Burke, ex arcivescovo di St. Louis, nel Missouri, ha detto che avrebbe negato la comunione a John Kerry e agli altri politici cattolici pro-aborto.

In un'intervista originariamente riportata sul The Tablet il cardinale, ora Patrono dell'Ordine di Malta con sede a Roma, parla di risultati dell'elezione presidenziale degli Stati Uniti.

Qual è la reazione di S.E. per l'elezione di Donald Trump?
Sono molto felice che i miei colleghi americani abbiano scelto un nuovo presidente, e gli abbiano dato un forte mandato per affrontare con determinazione la corruzione che ha caratterizzato il governo federale negli ultimi anni. Prego che Nostro Signore doni al Presidente eletto Trump tutte le grazie ghe gli sono necessarie per adempiere a questo mandato per una vera promozione del bene comune. La mia speranza è che la mia terra sia presto unita ancora una volta, in modo che possiamo lavorare per il bene di tutti.


È il Presidente eletto Trump un candidato da preferirsi al Segretario Clinton dal momento che non ha dato il suo sostegno all'aborto?
Senza dubbio, sì.


Il presidente eletto Trump sostiene posizioni che sarebbero dannose per migranti e altri gruppi vulnerabili ed è stato accusato di aver commesso atti indecenti contro le donne. Però ha anche detto che, sulla questione dell'aborto, era a favore della vita.

Un candidato politico che è anti-abortista è preferibile anche se porta avanti politiche contrarie agli insegnamenti della dottrina cattolica ed è stato accusato di comportamenti indecenti?
In primo luogo, essere accusato di qualcosa che non è la stessa cosa che essere colpevole di essa. In secondo luogo, abbiamo bisogno di ricordare che, l'aborto è l'uccisione sistematica di esseri umani nella loro fase più vulnerabile del loro sviluppo. In terzo luogo, abbiamo bisogno di operare una distinzione tra un migrante e un rifugiato. Quanti migranti economici un paese può accettare è una questione prudenziale, su cui le persone in buona fede devono sentirsi libere di dissentire. Il cuore comunque deve essere sempre aperto al rifugiato genuino, che sta fuggendo da morte, terrore e persecuzione.
Nel suo esempio, non vedo alcuna equivalenza morale tra l'aborto e il benessere dei migranti. Spero che sia ovvio che penso che il migrante, fatto a immagine e somiglianza di Dio, come lei e me, deve essere trattato con ogni cura e rispetto. Ma mettere le due questioni sullo stesso piano è semplicemente sbagliato, come la Chiesa insegna chiaramente.


La posizione contro l'aborto di un candidato contano di più della sua posizione in materia di migrazione o di aiuto ai poveri?
Penso che la risposta più convincente a questa domanda resti quella data nel 2004 dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, Presidente della USCCB:
Non tutte le questioni morali hanno lo stesso peso morale dell'aborto e dell'eutanasia. Ad esempio, se un cattolico fosse in contrasto con il Santo Padre sull'applicazione della pena capitale o sulla decisione di fare la guerra, egli non per questo sarebbe da considerare indegno di presentarsi a ricevere la Santa Comunione. Mentre la Chiesa esorta le autorità civili a cercare la pace, non la guerra, e ad esercitare discrezione e misericordia nell'applicare una pena ai criminali, però può essere consentito di prendere le armi per respingere un aggressore o ricorrere alla pena capitale. Ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici sul fare la guerra o sull'applicazione della pena di morte, ma non per quanto riguarda l'aborto e l'eutanasia.


LASCIAMO A CHI LEGGE LA VALUTAZIONE SUL SIGNIFICATO REALE DELL'INTERVISTA

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