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lunedì 12 dicembre 2016

QUELLE ‟VECCHIEˮ VERITÀ CHE I MODERNISTI D'OGGI TRASCURANO


 •   ‟LA MATURITÀ SOLAMENTE FISICA PORTA ALLA DECADENZA, ALLA MORTE, AL DISSOLVIMENTOˮ   • 



« Molto tempo fa, molto prima dell'arrivo dei Modernisti del ventesimo secolo, Mosè salì sulla montagna a pregare, e vi rimase quaranta giorni e quaranta notti, a conversare con Dio. Ora, il popolo rimasto laggiù - il popolo veramente progressivo, entusiasta della vita comoda - si ribellò all'autorità di Mosè e contro l'antichissima idea di un Dio Sovrano, e perciò si rivolse ad Aronne dicendogli:
"Facci degli dei che noi possiamo seguire. Perché in quanto a questo Mosè, l'uomo che ci fatti uscire dall'Egitto, non sappiamo che cosa gli sia capitato"... (Esodo 32) »


LA MORALE VERA E FALSA DELLA CHIESA



Ecco espressa con parole diverse, la prima parte dell'invocazione moderna. Quale altra diversità, all'infuori di quella del linguaggio? Che differenza corre tra il dire: "Non sappiamo che cosa gli sia capitato" e: "Gli acidi della modernità hanno dissolto la morale antica"?

Ma proseguiamo con la storia. Ed allora il popolo raccolse i gioielli e le pietre preziose, ed Aronne fece un Vitello d'Oro, davanti al quale essi s'inchinarono in adorazione dicendo:
"Sono questi, Israele, gli dei che ti hanno fatto uscire dalla terra d'Egitto", ed iniziarono in tal modo la loro maturità (in verità è immaturità), diventando disinteressati e distaccati (l'egoismo) dal Dio di Mosè, e stretti al dio Api.

Torno a ripetere, vi è poca differenza tra Aronne, che raccoglie qui un anello e là un orecchino per fonderli e costruire il vitello, ed un moderno Aronne che raccoglie qui un frammento di psicologia e là un grammo di psicanalisi per fonderli in un moderno Vitello d'Oro che si chiamerà, per esempio, "Introduzione alla Morale", ed il dire: "Questi sono gli dei che ci faranno uscire dalle tenebre delle antiche fedi e dei vecchi credi..."

S'è detto questo a prescindere dal valore intrinseco della nuova morale che ci viene presentata... e lo si è detto solo per mettere in evidenza il fatto che non esistono "gli acidi della modernità"; sono infatti gli stessi che esistevano sin dai tempi più remoti, sia che si tratti dell'acido solforico, o di quello dello scetticismo. La modernità del pensiero è del tutto inesistente; vi è soltanto l'antichità con nuove etichette, come a dire, proclamata da nuovi annunci pubblicitari.

La modernità appartiene soltanto al mondo della meccanica: nel mondo della morale non vi è nulla di nuovo. (...) Lamentele contro la morale tradizionale non presentano alcuna novità, se non quella di dare alla lamentela contro Mosè una "nuova carnagione" nel senso usato oggi dagli specialisti di cosmesi, i quali iniziano la loro pubblicità chiedendo al pubblico: "quale carnagione volete avere oggi?". Non le hanno però dato una nuova faccia, hanno semplicemente dato una nuova etichetta ad un vecchio errore...


L' IMPATTO NEGATIVO DEL MODERNISMO


Questo è il tema che ci siamo prefissati di snocciolare, sfogliando con voi sempre attraverso le sue parole, per comprendere non solo la predicazione profetica di questo grande Vescovo della Chiesa Cattolica, ma anche per aiutare noi oggi a ritrovare il vero senso della morale troppo confusa con un becero moralismo attraverso il quale si sta imponendo, piuttosto, tutta una gamma di pretesti sulla nuova antropologia che stanno finendo di distruggere la famiglia e l'uomo stesso.

"E' bene ricordare - spiega Fulton Sheen - che esistono due generi di maturità: la maturità fisica e quella spirituale... (..) Non è morale il sistema che matura l'uomo soltanto nei suoi rapporti sociali, e nei suoi bisogni fisici, lasciando languire e deperire ed atrofizzarsi in lui quegli ideali che lo differenziano dagli animali e dalle stelle... (...) si fornisce una maturità all'uomo che va a letto, mangia, beve, gioca a golf, frequenta le conferenze, legge i giornali, spende, acquista o vende, ma non la fornisce dell'essenziale, non la fornisce all'uomo che abbia dei pensieri che trascendono quegli atti, che abbia una coscienza retta, che si pone delle domande sulla sua esistenza, o che cosa esiste al di là delle stelle, all'uomo che perde il sonno a riflettere sulla verità e sulla vera giustizia...."

La meta di questa morale - spiega a ragione Fulton Sheen - è rappresentata dall'orologio del calendario. E' la maturità che porta alla decadenza, alla morte, al dissolvimento. E ciò che in modo irrefutabile dimostra che non si è minimamente curata della moralità dello spirito è che applica il concetto di maturità del corpo solo alla Standard Oil Company, al Parlamento, al sesso, agli affari, all'edonismo, al narcisismo, fino anche al matrimonio arrivando a distruggerlo.

Il Cristo offre una cosa e lo spirito del mondo ne offre un’altra, per questo noi cattolici rischiamo di rimanere strozzati tra il meccanismo dell’offerta e della domanda, della domanda e dell’offerta.... Portando come prova una sorta di aggiornamento dei Vangeli, e quindi un aggiornamento della vera morale e dell'autentica moralità, che spiegano, ad esempio, nel freddo linguaggio terra terra della vita di oggi, come questa falsa morale si può riassumere nella nuova rilettura del Vangelo:
"se non diventerete dei vecchi dentro, se non ucciderete lo spirito che è in voi, non entrerete nel Regno dei Cieli"....

Sarebbe bene che avesse considerato con più maggiore attenzione - spiega Fulton Sheen - l'Uomo che fondò l'autentica morale ed una religione basata piuttosto sulla maturità dell'infanzia, e che fece meravigliare i veri uomini maturi col dire saggiamente:
«In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli...» (Mt.18,2-5).

Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche, sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». (Gn. 3,12-15)


CONVERTIRSI PER DIVENTARE...


Se non c'è la conversione non c'è quel diventare, e se non avviene quel diventare non c'è alcuna maturazione, e invece di diventare davvero come quei "bambini" del brano del Vangelo, ci si invecchia dentro, uccidendo lo spirito. Come infatti spiega lo stesso Sant'Agostino nelle sue Confessioni, il diventare "bambini" non s'intende certo in quanto il fanciullo ignori tutto della vita alla sua età ed è fortemente egoista perché, giustamente, deve difendere la sua giovane esistenza e di tutto ha paura, oppure è egoista perché avoca a se il possesso di un giocattolo che gli appartiene.

Il diventare come "bambini", spiega il Santo d'Ippona, sta in quel fidarsi di Dio, sta in quel fidarsi di Gesù che ha parlato rivelando a noi il progetto di Dio, in quel fidarsi come, appunto, si fida un bambino della madre, o del neonato che non conoscendo nulla della vita che lo circonda sa istintivamente dove attaccarsi per il suo sostentamento; istintivamente cerca e trova le mammelle che gli daranno la vita, il sostentamento, ma dalle quali un bel giorno dovrà staccarsi per mangiare da solo, pur rimanendo accanto, fedele, a chi ha dato lui la vita terrena, a chi l'ha nutrito, a chi l'ha amato crescendolo.

L'immagine del "bambino" che Gesù ci offre contiene entrambe le maturità e del corpo e dello spirito: si cresce e si matura curando il corpo e staccandosi dalle mammelle che nutrono in età neonatale, e si cresce e si matura curando lo spirito se si rimane legati alla Madre... non è un caso se tra i Comandamenti troviamo quello dell'onorare il padre e la madre! Senza questa onorabilità che significa anche obbedienza (obbedienza a chi ti ha dato la vita del corpo, come l'obbedienza a chi ti ha dato anche lo spirito), non c'è maturità, ma regressione allo stato infantile che non è quello che intendeva Gesù nel Vero Vangelo.

Tornando a Fulton Sheen egli spiega poi come la nuova morale provveda esclusivamente alla maturità fisica, al benessere fisico, al benessere per i rapporti sociali con i suoi simili ma curando esclusivamente l'aspetto economico, quello del tornaconto, la famosa "pace mondana" (Gv. 14,27) per ridurre al minimo conflitti, discordie e attriti con gli altri uomini, ma il tutto sempre mirato a personali e terreni tornaconti. Questa nuova morale genera di fatto desideri meschini, che a volte rovinano anche l'uomo più onesto perché conducono inevitabilmente a degli interessi egoistici, e tutte queste considerazioni infatti non le ragiona colui che sulla nuova morale investe la propria esistenza, al contrario, tutto questo può essere preso in seria considerazione soltanto da chi vive una moralità con le due travi insieme "l'orizzontale e la verticale", la vecchia morale disinteressata.

"Questa morale moderna - dice Fulton Sheen - si potrebbe paragonare ad un padre, il quale, ansioso di sfuggire al pagamento della tassa di successione con un gesto "disinteressato", fa donazione in vita della proprietà ai figli, cadendo con ciò in un peccato di egoismo civico..."

A chi oggi è pressato dalle tasse, e le paga davvero (qui Fulton Sheen parlava negli anni '50, forse oggi non avrebbe usato questo paragone), forse questo paragone non piace molto, ma il meccanismo non cambia, il principio di tale sistema morale parte da una forma di egoismo sociale, indipendentemente dal torto o dalla ragione perchè, tale ragione è generata da una morale soggettiva (non mi va di pagare quella tassa di successione, io la trovo ingiusta), mentre una morale individuale oggettiva si cura del benessere di ciò che sta fuori dal suo campo d'azione ma che ben conosce essere il benessere sociale, allora pago le tasse perché è giusto farlo come rammenta San Paolo (Rm.13,7).

Ma in questo discorso c'è quel "dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" (Mt.22,17-22)

Dove è finito quel dare a Dio ciò che è Suo e gli appartiene?



Marco Matteucci | Giovedì, 8 Dicembre 2016

RIGUARDO A MONS. FULTON  J. SHEEN

A ROMA È STATA BLOCCATA LA SUA BEATIFICAZIONE



L'annuncio è giunto come un fulmine a ciel sereno: la beatificazione dell'arcivescovo americano Fulton J. Sheen, che tutti davano per certa l'anno prossimo, dopo la conclusione del processo e l'approvazione di un miracolo da parte della consulta medica della Congregazione delle cause dei santi, è stata sospesa a tempo indefinito. Lo ha comunicato «con profonda tristezza», il vescovo di Peoria Daniel Jenky, presidente della Fondazione Fulton J. Sheen: «Dopo ulteriori discussioni con Roma, è stato deciso che la causa debba essere relegata nell'archivio storico della Congregazione».

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