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mercoledì 14 settembre 2016

NOSTRA SIGNORA DI BANNEUX, LA MADONNA DEI POVERI

La Statua della Santa Vergine, eretta nel giardino di casa Beco dove nell'inverno del 1933 avvennero le apparizioni

 •   «Io vengo ad addolcire la sofferenza ... Credete in me, io crederò in voi»   • 



Banneux è un piccolo villaggio delle Ardenne, distante una ventina di chilometri da Liegi, in Belgio, il cui nome significa "luogo banale" per via di un privilegio - detto appunto di banalità - goduto dagli abitanti di quella zona così povera, ai quali era concesso l'uso gratuito del bosco per la raccolta della legna e i prati per il pascolo delle mandrie. Non a caso, un luogo "banale" è stato scelto dalla Provvidenza per concedere doni straordinari, ben più duraturi dei privilegi materiali.
Tutti i colori, con le loro mille sfumature, che dipingono il capolavoro divino chiamato Banneux, hanno in comune il medesimo paradosso evangelico: ciò che è stolto agli occhi umani, è prezioso agli occhi di Dio, proprio come la pietra scartata dai costruttori divenuta poi testata d'angolo (Mt 21, 42), fondamento secondo il quale le "banalità", una volta illuminate dalla Grazia, si trasformano in perle preziose, rarissime, uniche, nelle quali solo l'Amore ha potuto e voluto suscitare la vita.


L' APPARIZIONE



BANNEUX (Liegi - Belgio)
Domenica 15 gennaio 1933


È sera e nel piccolo villaggio di Banneux tutto è tranquillo: la notte sta per scendere e avvolgere nel silenzio quell'angolo di mondo; tra poco, anche gli ultimi doveri della giornata troveranno una sosta nel sonno, prima di ricominciare una nuova settimana di lavoro.

A La Fange, il buio è reso ancora più cupo e intenso dal sibilo del vento che fa eco tra le fronde degli abeti carichi di neve; nessuno può immaginare che proprio lì, alla periferia del paese, stanno per accadere fatti straordinari.


In casa Beco, la lucerna è ancora accesa: in cucina, mamma Louise sta cullando l'ultima nata, Marie-Louise, mentre papà Julien nella camera accanto si è addormentato vestito, vicino alla piccola Simone; Alphonse e André sono già coricati in una camera al piano superiore, invece Mariette, la maggiore di sette fratelli è a pian terreno con la mamma e, mentre aspetta che rientri Julien di dieci anni, accudisce il fratellino René che è malato.

Mariette è seduta su una panca, vicino alla finestra e di tanto in tanto scosta la tendina nella speranza di intravedere Julien: forse è un po' preoccupata, dal momento che il ragazzo è uscito in mattinata per andare a pranzo dal parroco, sono quasi le 19 e non è ancora rientrato.

Mentre per un'altra volta punta gli occhi nell'oscurità, Mariette vede un bagliore e guardando bene, riconosce nel giardino una fignra luminosa: una Bella Signora vestita di un abito lungo bianco, con una cintura celeste ai fianchi che ferma, in piedi, la guarda e le sorride.

Meravigliata e sbalordita, non sapendo cosa pensare, immagina sia il riflesso, nel vetro della finestra, della lampada a petrolio appoggiata sul tavolo; allora la prende, la porta immediatamente nella stanza accanto e si affaccia di nuovo.

La visione è sempre lì, più nitida che mai, col capo leggermente curvato a sinistra e le mani giunte, inclinate verso il basso. Con l'emozione che cresce, Mariette racconta alla mamma cio che vede in giardino e, nonostante si senta rispondere che sono sciocchezze quelle che va dicendo, insiste per essere creduta.

La mamma è stanca dopo una giornata faticosa, ma non riuscendo a calmare la bambina nemmeno deridendola e dicendole con tono ironico che potrebbe aver visto la Madonna in persona, cede alle sue richieste e finalmente guarda dal vetro, mettendosi nella stessa posizione in cui si trovava sua figlia: strabiliata, anche lei vede una sagoma umana bianca; ma, dopo qualche istante, intimorita e credendola una visione malefica, lascia cadere il lembo della tenda e torna alla culla di Marie-Louise. Intanto Mariette continua a fissare l'apparizione, senza paura.

Prende una corona di rosario che aveva trovato qualche tempo prima sulla strada per Tancrémont e comincia a pregarla. Dopo qualche decina di Ave, nota che la Bella Signora muove le labbra, come se stesse pregando con lei, ma non ne ode la voce.

Vede invece che con l'indice della mano destra le fa cenno di avvicinarsi, di seguirla e la bambina, subito, lascia la finestra per chiedere alla mamma il permesso di uscire. Sono le 19, è buio, fa freddo e col terrore che siano stregonerie, mamma Louise non solo vieta alla figlia di andare in giardino, ma con decisione che non ammette repliche chiude la porta d'ingresso a chiave.

A Mariette non resta che ritornare alla finestra, però nel frattempo la Bella Signora è sparita lasciandole nel cuore un grande desiderio di rivederla. Come fare? Per un po' continua a pregare, poi, vedendo disattesa la sua speranza, si rassegna in silenzio.

Al ritorno di Julien i commenti sull'apparizione sono terminati e sebbene il ragazzo si giustifichi spiegando che è stato in gita con altri amici e con il cappellano all'oratorio di Polleur; riceve ugualmente una sgridata, la giornata è conclusa e solamente l'indomani la bambina racconterà al padre l'accaduto.

Papà Julien, operaio onesto e lavoratore, di poche parole, dedito alla sua numerosa famiglia, le risponde secco che sono tutte fantasticherie, anzi, con decisione le domanda se forse non stia rincretinendo, sebbene dentro di sé debba riconoscere che Mariette non ha mai mentito.

Nonostante siano accadute cose insolite è lunedì, quindi Mariette e altri due fratelli si preparano per andare a scuola. Durante l'intervallo, giocando con l'amica Joséphine, le confida di aver visto la Vergine nel suo giardino; alla derisione da parte della compagna, risponde mettendosi a piangere. Conoscendo il forte carattere di Mariette, capace persino di battersi con i ragazzi più grandi (i quali, dopo aver ricevuto da lei una lezione adeguata, la temevano e non osavano più contraddirla), Joséphine rimane molto colpita da questo comportamento e subito si ricrede, assumendo un atteggiamento rispettoso, chiedendole di descriverle la Bella Signora e suggerendole di parlarne al cappellano.

La sua voce sicura e l'atteggiamento innocente fanno intuire al sacerdote che la bambina non mente, tuttavia lui non lascia trapelare un suo giudizio, limitandosi a suggerirle di amare la Vergine e di parlare di quanto lei ha visto solo con i suoi genitori.

Ogni ipotesi viene esclusa; rimane solo da credere alla bambina, stando a vedere come evolveranno i fatti, che in questo momento lo potrebbero mettere in ridicolo agli occhi dei suoi compagni di lavoro e dei compaesani.



BRICIOLE DI RIFLESSIONE


«Io sono la Vergine dei Poveri»

La Vergine non fa attendere la risposta e la sua affermazione è semplice, chiara e comprensibile. Quel «Io sono la Vergine dei Poveri» è uguale a "Io sono la Vergine di tutti", perché quale uomo non è povero? Il primo povero è Gesù, l'unico che da infinitamente ricco, volontariamente si fa povero. C'è da rimanere incantati per l'universalità di questo messaggio: nessuna creatura al mondo si sente esclusa, nessuno è passato, passa e passerà sulla terra senza sentirsi in qualche modo compreso in queste parole, perché tutti noi, nel profondo, conosciamo e riconosciamo la nostra condizione di poveri, se non materialmente, certo nello spirito. Perché «dei poveri»? Ecco un altro paradosso evangelico: viene tenuta in considerazione una categoria che per il mondo non conta proprio nulla e addirittura i poveri sono protetti dalla Vergine proprio perché non hanno niente e nessuno: sono poveri. Se fossero ricchi è perché avrebbero già ricevuto. Ai poveri, che altro non hanno se non la povertà, la Madonna volge uno sguardo di privilegio, attento, materno, benevolo. Ai ricchi non dà nulla: loro hanno la ricchezza, loro hanno già avuto e nel suo grande canto, il Magnificat, addirittura dice che i ricchi sono rimandati a mani vuote (Lc 1, 46-55).

«Io sono la Madre del Salvatore Madre di Dio»

Questa dichiarazione rivelata senza alcuna pausa nel dirla, richiama la nostra fede su due verità inseparabili: la Madonna è madre di un figlio, Gesù, nostro Salvatore, che è Figlio di Dio Padre e al contempo è lui stesso Dio. È un mistero grande: Gesù non è Dio per metà, non è solo uomo Figlio del Padre, concepito dallo Spirito nel grembo verginale di Maria, non è solo la seconda persona della Santissima Trinità: Gesù è Dio. È troppo grande questo Dio unico, in tre persone uguali ma separate, per essere contenuto nei limitati confini della mente umana: solo in un cuore aperto e che si lascia abitare trova misteriosamente la sua dimora. La Vergine che, assunta in cielo, ha già gustato la meraviglia del mistero, ci aiuta a comprenderne almeno una minima parte pronunciando quella frase come fosse un'unica parola, proprio per confermare che lo Spirito l'ha resa Madre di Gesù Cristo, nostro Salvatore, vero uomo e vero Dio.

«Pregate molto»

Per la terza volta consecutiva la Madonna lancia questo appello ed è anche l'ultimo messaggio di questa ultima apparizione. Così conclude le straordinarie visite che ha fatto a Mariette, ripetendo ancora l'invito alla preghiera. É impossibile non soffermarsi a riflettere quanto sia importante aderire alla richiesta della Vergine, se lei stessa sceglie di suggellare la fine delle apparizioni con questa materna e insistente supplica: «Pregate molto»; prendiamola come una "consegna" rispondendo al suo invito, col cuore libero e disponibile alle grazie che immancabilmente abbondanti ne verranno.

«Addio»

Il volto della Madonna nel salutare Mariette è persino triste; sa di dare un grosso dispiacere a questa bambina così fedele. Addio (significa a Dio), è il saluto essenziale! Vuol dire davanti a lui ci rivedremo, è lì che ti do appuntamento: a Dio! Quando alla tua ora ti presenterai davanti a lui, ci incontreremo di nuovo. Arrivederci alla sua presenza, a Dio! Così vuole intendere la Madonna: questo è il mio augurio, non mancare all'appuntamento perché da quell'istante non ci separeremo più. Mariette però è umanamente inconsolabile perché è adesso che vuole rivedere la Vergine e immagina che prima di giungere a Dio, passeranno ancora molti anni. Come non commuoversi davanti a tanta attesa? Semplice, schietta e sensibilissima, al culmine della sua desolazione, successivamente dichiarerà che la Vergine le ha detto una sola parola di troppo: «Addio».

Il tuo dolce invito ci attiri sempre, o Madre,
e se a volte procediamo da figli sbadati,

che cercano cisterne screpolate, tu richiamaci dolcemente
perché non è facile fissare lo sguardo sulle cose di lassù
e solo con te accanto, saremo sicuri di non perdere la meta.

Sì, ora possiamo ancora guardare
perché non si è più arrestato il nostro cammino verso la Sorgente.



Marco Matteucci | Mercoledì, 14 Settembre 2016
Nostra Signora di Banneux, Vergine dei Poveri


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