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mercoledì 13 luglio 2016

PREGHIAMO PER LE VITTIME DEL DISASTRO FERROVIARIO IN PUGLIA

 •  Il mio primo pensiero va alle tante vittime e ai loro familiari (On. S. Mattarella Pr. Rep.)  • 




DISASTRO FERROVIARIO A RUVO DI PUGLIA
Martedì 12 Luglio 2016 - ore 11.30
O DIO NOSTRO!


Alla tua presenza tutto vive e i nostri corpi,
morendo si preparano ad una condizione migliore.

Ti preghiamo di ricevere dalle mani degli Angeli
l'anima di questi nostri fratelli,
per portargli in Paradiso nell'attesa della risurrezione.

Perdona loro ogni colpa:

Te lo chiediamo per la Tua immensa misericordia
e per i meriti di Nostro Signore Gesù Cristo
Tuo Figlio e nostro Redentore.

Amen
Lo spaventoso incidente tra Andria e Corato in aperta campagna.

Un terribile incidente in aperta campagna tra due treni, in Puglia, tra Ruvo di Puglia e Corato (Bari).
Nello scontro tra i due convogli sono morte almeno 27 persone, una cinquantina i feriti.


Alcuni passeggeri sono deceduti durante il trasporto in ospedale. Alcuni feriti, tra cui un bambino, sono stati soccorsi e portati in ospedale con l'elicottero. Altri sono stati ricoverati in diversi ospedali della zona, alcuni anche lontani dal luogo dell’incidente. Uno dei due macchinisti è deceduto, l'altro invece è stato ricoverato in ospedale.

Subito dopo l'incidente, intorno alle 11.30, è scattato l'intervento del Reparto volo. Assieme alla polizia giudiziaria della Polfer sono intervenuti anche rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e trasporti, che controlla le Ferrovie in concessione. A scontrarsi sono stati due treni regionali del Nord barese, che viaggiano di solito con molte persone a bordo. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco provenienti da Bari e Barletta oltre ad agenti della polizia ferroviaria che hanno effettuato i primi rilievi per risalire alle cause dell’incidente.

Pare che uno dei due treni procedesse a velocità elevata, inusuale per quel tratto. A quanto si apprende, anche da fonti aziendali, al momento le cause dell’incidente sono inspiegabili. Sul posto è giunto il procuratore aggiunto del Tribunale di Trani Francesco Giannella, ma al momento non è possibile fare ipotesi. La più accreditata è quella dell’errore umano, ma stando alle prime ricostruzioni è improbabile che possa essersi trattato solo di un errore. Vicino alla zona dell’incidente è stata allestita una tenda per i soccorsi; dopo i primi interventi i feriti vengono trasferiti negli ospedali di Bisceglie, Trani e Barletta.

"Non si sa ancora nulla sulle cause dell'incidente, è ancora presto. Abbiamo aperto un'inchiesta interna, oltre a quella della magistratura. Gestiamo 196 treni al giorno, non era mai successo nulla di simile. Ci sono tutti i tecnici sul posto e ora la priorità da gestire è anche il grosso flusso di pendolari che ogni giorno viaggia su questa tratta e che dovrà essere trasportato con autobus".

A spiegarlo è il portavoce della società Ferrotramviaria, che gestisce i treni coinvolti nello scontro avvenuto in Puglia.

"Profondo dolore" è stato espresso dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Il mio primo pensiero - ha detto il Capo dello Stato - va alle tante vittime e ai loro familiari, ai quali desidero far pervenire vicinanza e solidarietà. Ai feriti rivolgo gli auguri di pronta guarigione".

Il presidente della Repubblica ha poi aggiunto:
"Bisogna fare piena luce su questa inammissibile tragedia: occorre accertare subito e con precisione responsabilità ed eventuali carenze".

L'elicottero della Polizia di Stato sorvola le nostre teste. Il caldo, umido, rende sempre più difficili i soccorsi. Nella zona dell’incidente è stato allestito un ospedale da campo. Le ambulanze, i mezzi di primo soccorso, sono pronti ad intervenire nel caso in cui si trovino altri corpi.

“Sono arrivata poco dopo l’incidente, alle 12 circa – racconta Barbara, volontaria ed autista di un’ambulanza – Ci hanno fatto entrare tra le lamiere perché serviva l’aiuto di altre persone. La scena che ho visto è stata raccapricciante: cadaveri, parti di corpi umani, sangue dappertutto. Ho provato a farmi spazio tra le lamiere. Abbiamo portato fuori i corpi uno ad uno. Altri cadaveri erano bloccati nei vagoni, tra i sedili, i vetri. Mi chiedo come sia potuto succedere. Il momento peggiore è stato quando i parenti delle vittime, dei feriti, chiedevano delle condizioni dei propri cari”

Decine i volontari accorsi anche con propri mezzi sulla scena dello scontro. “Siamo due infermieri, volontari in un’associazione di primo soccorso di Bitonto. Appena abbiamo sentito in televisione la richiesta di ulteriori soccorsi, della necessità di altro personale, ci siamo precipitati qui con le nostre automobili – raccontano Giuseppe e Giovanni, giovani trentenni bitontini – Ci siamo avvicinati al luogo dell’incidente e ti assicuro che le parole non bastano a descrivere lo strazio”

“I primi ad entrare nelle lamiere sono stati i Vigili del fuoco e gli agenti di Polizia ferroviaria – ci dice un carabiniere – poi siamo arrivati noi a dare una mano. Una scena terribile. I corpi per terra, il caldo torrido che rendeva tutto più difficile. E poi, i genitori che chiedevano dei loro figli. Come può immaginare molti corpi sono irriconoscibili”.

Siamo di un gruppo ultras di Andria – ci dice un giovane 20enne – appena abbiamo sentito della tragedia abbiamo preso acqua, cibo e ghiaccio e siamo corsi qui. Spero solo non ci siano altre vittime, mi creda”

LIBERAMENTE TRATTO DA UN ARTICOLO PUBBICATO SUL SITO WEB DE "IL GIORNALE"

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