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mercoledì 11 maggio 2016

IL PAPA BOCCIA L'ESORTAZIONE APOSTOLICA ‟AMORIS LÆTITIA”

“Dove non esiste ne’ l’unanimità della chiesa universale ne’ una chiara testimonianza delle fonti, là non è possibile una decisione impegnante e vincolante; se essa avvenisse formalmente, le mancherebbero le condizioni indispensabili e si dovrebbe perciò sollevare il problema circa la sua legittimità.” (S.S. BENEDICTUS PP. XVI°)



VI CHIEDETE PERCHÉ IL PAPA (CIOÈ BENEDETTO XVI) NON INTERVIENE? PERCHÉ HA GIÀ PARLATO! ECCO QUA LA BOCCIATURA DEL “METODO BERGOGLIO” E L’INDICAZIONE DI CONTESTARE LA LEGITTIMITÀ DELL’ESORTAZIONE POST-SINODALE “AMORIS LÆTITIA”
Liberamente tratto da un'articolo del giornalista e scrittore cattolico A. Socci sul suo blog | © LO STRANIERO | 11 maggio 2016


“ Si dovrebbe evitare soprattutto l’impressione che il papa (o l’ufficio in genere) possa solo raccogliere ed esprimere di volta in volta la media statistica della fede viva, per cui non sia possibile una decisione contraria a questi valori statistici medi (i quali sono poi anche problematici nella loro constatabilità).

La fede si norma sui dati oggettivi della Scrittura e del dogma, che in tempi oscuri possono anche spaventosamente scomparire dalla coscienza della (statisticamente) maggior parte della cristianità, senza perdere peraltro in nulla il loro carattere impegnante e vincolante.

In questo caso la parola del papa può e deve senz'altro porsi CONTRO la statistica e CONTRO la potenza di un’opinione, che pretende fortemente di essere la sola valida; e ciò dovrà avvenire con tanta più decisione quanto più chiara sarà (come nel caso ipotizzato) la testimonianza della tradizione.

Al contrario, sarà POSSIBILE E NECESSARIA UNA CRITICA a pronunciamenti papali, nella misura in cui manca a essi la copertura nella Scrittura e nel Credo, nella fede della Chiesa universale.

DOVE NON ESISTE NE’ L’UNANIMITÀ DELLA CHIESA UNIVERSALE NE’ UNA CHIARA TESTIMONIANZA DELLE FONTI, LA’ NON E’ POSSIBILE UNA DECISIONE IMPEGNANTE E VINCOLANTE; SE ESSA AVVENISSE FORMALMENTE, LE MANCHEREBBERO LE CONDIZIONI INDISPENSABILI E SI DOVREBBE PERCIÒ SOLLEVARE IL PROBLEMA CIRCA LA SUA LEGITTIMITÀ.

Il Romano Pontefice è – come tutti i fedeli – SOTTOMESSO ALLA PAROLA DI DIO, ALLA FEDE CATTOLICA ed è GARANTE DELL’OBBEDIENZA DELLA CHIESA e, in questo senso, servus servorum. EGLI NON DECIDE SECONDO IL PROPRIO ARBITRIO, ma dà voce alla volontà del Signore, che parla all'uomo nella Scrittura vissuta ed interpretata dalla Tradizione; in altri termini, la episkopè del Primato ha i limiti che procedono dalla legge divina e dall'inviolabile costituzione divina della Chiesa contenuta nella Rivelazione 


IL LUCIDO COMMENTO DI ANTONIO SOCCI


Dedico queste due splendide e autorevolissime pagine a tutti quei vescovi e cardinali (e sono tanti) che avvertono il deragliamento drammatico costituito dal documento bergogliano, che sta portando la Chiesa fuori strada, mettendo in pericolo tante anime, ma, al contempo, si chiedono se è lecito e opportuno intervenire dissociandosi da esso.

Ebbene, papa Benedetto XVI ha già risposto ripetutamente, affermando chiaramente – in base alla dottrina cattolica – che “dove non esiste né l’unanimità della Chiesa universale né una chiara testimonianza delle fonti” – ed è sicuramente il caso dell'Amoris laetitia – “là non è possibile una decisione impegnante e vincolante; se essa avvenisse formalmente, le mancherebbero le condizioni indispensabili e si dovrebbe perciò sollevare il problema circa la sua legittimità”.

RIPETO: SI DEVE SOLLEVARE IL PROBLEMA CIRCA LA SUA LEGITTIMITÀ !
QUESTO È – PER VESCOVI E CARDINALI – NON UNA POSSIBILITÀ, MA UN PRECISO DOVERE!

FAI CLIC QUI PER LEGGERE TUTTO L'ARTICOLO ORIGINALE DI ANTONIO SOCCI SUL BLOG: "LO STRANIERO"

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