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domenica 29 maggio 2016

SANTA CATERINA LABOURÉ: STORIA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA


 •  «O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi»  • 



Il corpo incorrotto della Santa è venerato da migliaia di pellegrini nel convento di Rue de Bac a Parigi, i quali rimangono stupefatti nel vedere dentro l'urna di cristallo la sua figura ancora integra, con il suo volto fresco come se fosse morta ieri. Un miracolo di Dio per gli occhi di molti uomini che, come San Tommaso, hanno bisogno di vedere per credere.

LA VITA DELLA SANTA


aterina Labouré nacque a Fain-les-Moutiers, un villaggio rurale della Borgogna, il 2 maggio 1806


Rimasta orfana di madre a nove anni con sette fratelli e due sorelle, Caterina non poté frequentare le classi elementari, ma dovette rendersi utile in famiglia e, più tardi, prenderne le redini.

All'età di ventiquattro anni fu ammessa tra le Figlie della Carità, il 21 aprile 1830, mentre Parigi onorava solennemente S. Vincenzo de'Paoli in occasione della traslazione delle sue reliquie, che per molto tempo erano state nascoste a causa di torbidi movimenti rivoluzionari.

In quella circostanza la giovane novizia per tre giorni consecutivi ebbe l'apparizione del cuore di S. Vincenzo sopra un piccolo reliquiario nella cappella delle suore in rue du Bac. Durante il suo noviziato ebbe altre visioni, come quelle di Gesù Eucaristico e di Cristo Re (giugno 1830), ma le più importanti furono:

Le apparizioni dell'Immacolata della Medaglia Miracolosa


Fu questo un ciclo di almeno cinque apparizioni, simili fra loro, ma delle quali due ebbero caratteristiche ben individuate: Nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, mentre la Francia era sconvolta dal presentimento di una nuova rivoluzione (infatti, il 27 luglio cadde Carlo X°), Caterina, condotta da un angelo nella grande cappella della Casa Madre, ebbe un colloquio durato più di due ore con la Madonna, che le preannunziò nuovi incontri.

Questi, infatti, avvennero a brevi intervalli l'uno dall'altro, nel settembre, il 27 novembre e nel dicembre di quello stesso anno. La più nota e la più singolare delle apparizioni fu quella avvenuta il 27 novembre, nella quale si possono distinguere due fasi.

Nella prima fase la Madonna appare a Caterina, ritta su un globo avvolto dalle spire del serpente, nell'atto di offrire a Dio un altro piccolo globo dorato, simbolo del mondo e di ogni anima, ch'ella tiene all'altezza del cuore: dalle mani della Madonna piovono sul globo inferiore due fasci di luce.

Nella seconda fase, mentre il piccolo globo d'oro scompare, le mani della Vergine si abbassano, ancora irraggianti fasci luminosi, simbolo delle grazie ottenute da Dio per la sua intercessione e, come a formare un'aureola intorno alla testa della Madonna, appaiono a caratteri d'oro le parole della giaculatoria:

“O Maria, concepita senza peccato,
pregate per noi che ricorriamo a Voi”


Poi il quadro sembra visto nel suo retro: la figura della Madonna scompare e al centro si staglia, luminosissima, la lettera M, al di sopra della quale appare la croce e al di sotto i SS. Cuori di Gesù e Maria, mentre dodici stelle fulgidissime fanno corona (bisogna, tuttavia, osservare che nelle sue relazioni Caterina non parla mai né delle stelle, né del loro numero).

Fece ritorno al Padre il 31 dicembre 1876 e dopo diversi anni quando la sua salma fu riesumata, le mani che avevano toccato la Madonna e gli occhi che l'avevano veduta, apparvero straordinariamente conservati.

Fu beatificata da Pio XI° il 28 maggio 1933 e canonizzata da Pio XII° il 27 luglio 1947;
Le sue reliquie riposano nel convento di rue du Bac, nella medesima cappella in cui ebbe le apparizioni.

La festa liturgica, per le Famiglie Vincenziane, è stabilita al 28 novembre.

LA MEDAGLIA MIRACOLOSA


Contemporaneamente alle apparizioni una voce interiore ingiunse a Caterina di far coniare una medaglia che riproducesse la visione: ma soltanto il 30 giugno 1832 furono coniati i primi millecinquecento esemplari.

La medaglia fu presto detta "miracolosa" e fra i miracoli più belli da essa operati, vi fu la conversione dell'ebreo Alfonso Ratisbonne (20 gennaio 1842).

Per desiderio espresso dalla Madonna nelle apparizioni di Parigi, nacque l'Associazione delle Figlie di Maria Immacolata (1836).
Pio IX° la riconobbe ufficialmente con un rescritto del 20 giugno 1847, dando la facoltà di erigerla nelle case delle F.d.C e conferendogli lo statuto canonico riservato fino ad allora all'Associazione dei figli di Maria, fondata nel 1854 dai padri gesuiti.

Con un suo successivo rescritto del 18 luglio 1850 concedeva la medesima facoltà ai preti della Missione. Leone XIII° col breve “Supplices Nobis” del 5 aprile 1878, concedeva all'associazione tutte le grazie e le indulgenze della primaria.

L’Associazione è una “Pia Unione”, con il chiaro scopo di onorare e fare onorare Maria Immacolata ed ha una sua propria organizzazione.

Nessuno, tranne i superiori, seppe mai dei favori celesti concessi a Caterina, Essa infatti visse sempre nella più grande umiltà e nel più assoluto silenzio e servì fino alla sua morte, per ben quarantasei anni, i poveri dell'ospizio di Enghien a Parigi.

SANTA CATERINA LABOURÉ - STORIA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA


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