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venerdì 8 aprile 2016

SULLA FAMIGLIA IL PAPA HA DECISO: NESSUNA RIVOLUZIONE


 •  « Le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso non si possono equiparare al matrimonio »  • 



Pubblicata l'esortazione sulla famiglia. Caute aperture su divorziati risposati, ma a certe condizioni. La famiglia è solo quella tra uomo e donna, impossibile l'equiparazione delle "unioni precarie" al matrimonio. Chiusura netta alla "inquietante ideologia gender"

Il divorzio è ‟un dramma della nostra epoca”

È lunga 259 pagine, divisa in nove capitoli e 325 paragrafi. L'esortazione post sinodale Amoris laetitita, "la gioia dell'amore", è stata presentata questa mattina in Vaticano. Il documento, firmato dal Papa lo scorso 19 marzo, solennità di san Giuseppe, recepisce i risultati del Sinodo straordinario del 2014 e di quello ordinario dello scorso autunno. Ampio spazio, nel testo, hanno le relazioni conclusive delle due assemblee.

Si chiarisce subito che Francesco si è avvalso, per la stesura dell'ampia esortazione, del contributo di "diverse conferenze episcopali" (vengono menzionate nella Sintesi fornita ai giornalisti la keniota, l'argentina e l'australiana) nonché "di citazioni di personalità significative come Martin Luther King o Erich Fromm".

La riflessione del Pontefice parte dalle Sacre Scritture, quindi passa a citare la Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II nel punto in cui afferma che "è sano prestare attenzione alla realtà concreta, perché le richieste e gli appelli dello Spirito risuonano anche negli stessi avvenimenti della storia, attraverso i quali la Chiesa può essere guidata a una intelligenza più profonda dell'inesauribile mistero del matrimonio e della famiglia".

Una parte rilevante riguarda l'accompagnamento delle persone abbandonate, separate o divorziate. In questi paragrafi (che occupano il sesto capitolo) si sottolinea l'importanza della recente riforma dei procedimenti per il riconoscimento dei casi di nullità matrimoniale e si mette in rilievo la sofferenza dei figli nelle situazioni conflittuali.

l divorzio viene definito "un male, ed è molto preoccupante la crescita del numero dei divorzi. Per questo, senza dubbio, il nostro compito pastorale più importante riguardo alle famiglie è rafforzare l'amore e aiutare a sanare le ferite, in modo che possiamo prevenire l'estendersi di questo dramma nella nostra epoca". Il settimo capitolo è focalizzato sull'educazione dei figli, con il pieno sostegno all'educazione sessuale, di cui viene sostenuta la necessità.

Ci si domanda, nel documento, "se le nostre istituzioni educative hanno assunto questa sfida, in un'epoca in cui si tende a banalizzare e impoverire la sessualità". Questa va "realizzata nel quadro di un'educazione all'amore, alla reciproca donazione". Attenzione all'espressione "sesso sicuro", che "trasmette un atteggiamento negativo verso la naturale finalità procreativa della sessualità, come se un eventuale figlio fosse un nemico dal quale doversi proteggere. Così si promuove l'aggressività narcisistica invece dell'accoglienza".

Ma la parte più delicata, che sarà inevitabilmente al centro di discussioni, è quella intitolata "Accompagnare, discernere e integrare la fragilità". E' qui che si riscontra il pensiero del Papa relativamente all'annosa questione del riaccostamento dei divorziati risposati alla comunione, il tema che più ha diviso i padri sinodali nel biennio di confronto.

La parola comunione non viene mai menzionata, ma la linea recepita è quella emersa già nella Relatio finalis, ossia di una cauta apertura al riavvicinamento ai sacramenti. Cauta perché è lo stesso Francesco, nel paragrafo 304, a dirlo:

"(…) Ciò che fa parte di un discernimento pratico davanti a una situazione particolare non può essere elevato al livello di una norma. Questo non solo darebbe luogo a una casistica insopportabile, ma metterebbe a rischio i valori che si devono custodire con particolare attenzione"...


Matteo Matzuzzi - IL FOGLIO | 8 Aprile 2016
LEGGI IL CONTENUTO INTEGRALE DELL'ARTICOLO DI MATTEO MATZUZZI SUL SITO WEB: "IL FOGLIO.IT"

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