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martedì 5 aprile 2016

NELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI BIANCO A BERGAMO SI RIPETE IL MIRACOLO DELLA FIORITURA DELLA SACRA SPINA

Delimitate dalle ellissi rosse si possono notare le due gemme "sbocciate" sulla reliquia che si ritiene essere una delle spine che trafissero il capo di Gesù Crocifisso

 •  Il Vescovo: “Con grande gioia posso annunciare che il segno si è manifestato”  • 



Era dal 1932 che il miracolo non si avverava: la Sacra Spina, venerata nella Chiesa di San Giovanni Bianco, quale reliquia facente parte della corona di spine posata sulla testa di Gesù Cristo durante la Sua crocifissione, quest'anno è 'fiorita' in occasione del Venerdì Santo, che è coinciso con la festa dell’Annunciazione (25 marzo). La Chiesa di Bergamo ha confermato il 'miracolo' dopo un'attenta analisi di un gruppo di studiosi.

Il Miracolo della "fioritura" della sacra spina


Così il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, annuncia la ‘fioritura’ della reliquia della Sacra Spina, custodita nella Chiesa di San Giovanni Bianco, che si è verificata lo scorso venerdì 25 marzo.

La venerazione della reliquia della Sacra Spina – spiega mons. Beschi – si è storicamente alimentata a un particolare segno, chiamato ‘fioritura’, che si verificherebbe in occasione della coincidenza del 25 marzo, solennità dell’Annunciazione di Maria, con la celebrazione del Venerdì Santo”.

La prudenza, la serietà, le competenze di coloro a cui ho affidato il compito dell’osservazione della reliquia e l’evidenza del segno – prosegue il vescovo di Bergamo – mi inducono a confermare che questi è avvenuto”.

Per mons. Beschi, si tratta di un segno “che ci riconduce alla Passione e Croce di Gesù e a ciò che rappresenta per la fede dei cristiani e per la salvezza dell’umanità”.

Il fatto che il segno avvenga nella concomitanza delle celebrazioni dell’Annunciazione e della Passione e Morte di Gesù e della sua Risurrezione – aggiunge – ci interpella a considerare con la mente e con il cuore la manifestazione dell’amore di Dio che si è comunicato nella vicenda di Gesù di Nazareth, nel mistero dell’Incarnazione e della sua Passione e Morte”.

So come molti abbiano atteso con fede e preghiera questo segno: ora ci è stato donato non solo per essere venerato, ma perché i nostri occhi si aprano sulle tante spine che ancora trafiggono il capo del Signore, nei poveri, nei sofferenti, nei dimenticati, negli abbandonati, nei disprezzati e il nostro cuore si spalanchi perché si manifesti nei confronti di tutti i crocifissi nostri contemporanei la forza dell’amore che attinge al gesto supremo dell’amore di Cristo e che la Sacra Spina ‘fiorita’ rappresenta in modo così coinvolgente”, conclude il vescovo.

LA STORIA DEL MIRACOLO


Care sorelle e cari fratelli, la venerazione della reliquia della Sacra Spina, custodita nella Chiesa e dalla Comunità parrocchiale di San Giovanni Bianco, si è storicamente alimentata ad un particolare segno, chiamato «fioritura», che si verificherebbe in occasione della coincidenza del 25 marzo, solennità dell’Annunciazione di Maria, con la celebrazione del Venerdì Santo.

La venerazione nei confronti della Sacra Reliquia da parte della comunità parrocchiale di S. Giovanni Bianco, delle comunità della Val Brembana, della Diocesi e oltre i confini della Diocesi, si rinnova alla luce di questo segno che ci riconduce alla Passione e Croce di Gesù e a ciò che rappresenta per la fede dei cristiani e per la salvezza dell’umanità.

Il fatto che il segno avvenga nella concomitanza delle celebrazioni dell’Annunciazione e della Passione e Morte di Gesù e della sua Risurrezione, ci interpella a considerare con la mente e con il cuore la manifestazione dell’amore di Dio che si è comunicato nella vicenda di Gesù di Nazareth, nel mistero dell’Incarnazione e della sua Passione e Morte.

I cristiani testimoniano con la loro fede, con la vita comunitaria e con la loro esistenza che la solidarietà di Dio nei confronto degli uomini, diventa sorgente di una speranza più forte di ogni male e della stessa morte, perché credono che il Crocifisso è risorto: Egli è il Vivente, che dà la vita.

Tutto ha inizio perché venerdì 25 marzo si celebra il Venerdì Santo, anche se nel calendario liturgico nove mesi prima del Natale la Chiesa vive la festa dell’Annunciazione. Concepimento e morte del Cristo coincidono nello stesso giorno. Ad Andria, in Puglia, dove è conservata un’altra Sacra Spina il vescovo annuncia ai fedeli che è avvenuta la fioritura.

Piccole tracce di colore rosso, il sangue di Gesù, riaffiorano. Nel primo tramonto della giornata che annuncia la nuova luce del Cristo Risorto, scende su San Giovanni Bianco l’attesa. Nel 1932 quella Sacra Spina fiorì. Il Vescovo di allora dichiarò il miracolo. Domenica sera, alle 22.30 la commissione di studiosi lascia la parrocchiale di San Giovanni Bianco nel più stretto riserbo. Ma l’attesa lascia spazio all’emozione: la spina è fiorita.

Matteucci Marco - © GRAFO2000 | 28 marzo 2016
IL MIRACOLO DELLA FIORITURA DELLA SACRA SPINA: GESÙ TRASFORMA IL SUO DOLORE IN GIOIA

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