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domenica 27 marzo 2016

UNA LAVANDA PER TUTTI: IL GIOVEDÌ SANTO DI PAPA FRANCESCO

 •  "la riforma liturgica è un servizio al popolo come rilettura del Vangelo a partire da una situazione storica concreta"  • 



La lavanda dei piedi mette ormai in ombra la messa dell'ultima cena. Il papa ha ammesso al rito le donne, purché appartenenti alla Chiesa. Ma lui si spinge più in là e lava i piedi anche ai musulmani.

Come riformatore, papa Francesco si distingue anche in campo liturgico. E dopodomani, giovedì santo, nelle chiese di tutto il mondo sarà sotto gli occhi di tutti l'innovazione che egli ha introdotto nel rito della lavanda dei piedi, alla quale anche le donne sono ora ammesse.

Come teatro del rito da lui celebrato, Francesco ha scelto questa volta un centro profughi, mentre negli anni passati si era recato nel 2013 in un carcere minorile, nel 2014 in un ospizio per disabili e nel 2015 in una grande prigione. Sempre quindi in luoghi di umanità sofferente.

Questo di dopodomani sarà dunque il primo giovedì santo successivo alla riforma. Ma Jorge Mario Bergoglio l'ha messa in pratica fin dal suo primo anno di pontificato, lavando i piedi già allora anche a delle donne.

Anzi, il papa è persino andato al di là di quanto consentito dalla sua stessa riforma, lavando i piedi – come ha fatto più di una volta – anche a uomini e donne non appartenenti alla Chiesa.

Ma andiamo con ordine. Il criterio generale al quale Francesco si ispira per innovare in campo liturgico l'ha enunciato nel 2013 nella sua intervista programmatica a "La Civiltà Cattolica" e ad altre dodici riviste della Compagnia di Gesù:

"Il Vaticano II è stato una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea… I frutti sono enormi. Basta ricordare la liturgia. Il lavoro della riforma liturgica è stato un servizio al popolo come rilettura del Vangelo a partire da una situazione storica concreta".

Questa concezione della liturgia come atto pedagogico dettato dall'attualità è un immiserimento che ha comprensibilmente lasciato interdetti i cultori della materia. Tra i quali il cardinale Robert Sarah, pur promosso da Francesco nel 2014 a prefetto della congregazione vaticana per il culto divino.

Sta di fatto che, dopo la nomina, il papa subito ha detto al cardinale Sarah di avere in animo un cambiamento nel rito della lavanda dei piedi. Cambiamento che ha reso esplicito ed imposto in una lettera allo stesso Sarah del 20 dicembre 2014:

"Dispongo che venga modificata la rubrica secondo la quale le persone prescelte per ricevere la lavanda dei piedi debbano essere uomini o ragazzi, in modo tale che da ora in poi i pastori della Chiesa possano scegliere i partecipanti al rito tra tutti i membri del popolo di Dio".


Sandro Magister - © SETTIMO CIELO | 22 marzo 2016

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