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venerdì 11 marzo 2016

SAN BONICO, LA MEDJUGORJE ITALIANA

 •  Celeste il veggente: « Non so perché abbia scelto proprio me, ma poter vedere Maria è un grande onore »  • 



LA MADONNA DELLA NOTTE


C'è un fenomeno che, ciclicamente, torna alla ribalta e mette in imbarazzo la chiesa. Parliamo di quello che volgarmente, nel Piacentino, viene chiamato “il miracolo di San Bonico” ma, per chi da tempo partecipa, è stata ribattezzata con devozione l’apparizione della “Madonna della notte”.


Appuntamento all'imbrunire in un podere nelle campagne piacentine, all'ingresso del paesino di San Bonico. È qui che dall'8 luglio 2004 un uomo afferma di vedere la Madonna, di parlarle, di ricevere da lei dei messaggi destinati all'intera umanità. Ora quell'uomo schivo e riservato è davanti a me, pronto a raccontarmi la più straordinaria delle storie.

Dato che conosco personalmente Celeste Obertelli, il veggente e avendo con lui parlato per ben due volte, mi sento di 'garantire' che si tratta di un brav'uomo molto umile, disponibile e onesto, che non vende e non reclamizza alcunché, anzi è un tipo molto schivo e introverso che sfugge dalla 'fama' e da ogni altra gratificazione materiale che il suo ruolo, senza dubbio, sarebbe in grado di garantirgli; In poche parole:

UNA GRAN BELLA PERSONA.

Merito soprattutto di Mirella Molinari, direttrice di Teleducato, l'emittente locale che ha seguito fin dall'inizio questa sorprendente vicenda. Mirella è riuscita a convincerlo ad incontrare la giornalista arrivata da Milano. Celeste Obertelli è un uomo sulla cinquantina, vende fiori nei mercati della zona, ha una moglie e due figli e non ama mettersi in mostra. "Io non conto mica, conta solo la Madonna", mi dice rifiutando, con decisa cortesia, un'intervista vera e propria. La nostra sarà solo una chiacchierata informale. E le curiosità da soddisfare non mancano.

A partire dalle visioni: chi gli appare, quando afferma di vedere la Vergine Maria? "È una donna giovane, sui 35 anni, con gli occhi chiari, non molto alta e minuta. Più o meno assomiglia a quella statuetta là", mi spiega Celeste, indicando l'effigie in gesso collocata su un albero, trasformato in edicola sacra. "Io non vedo un'immagine, qualcuno ha detto che è una proiezione o roba del genere... macché, è in carne ed ossa: io l'ho anche toccata, le ho preso le mani e ho sentito un forte calore." Dettaglio non trascurabile: succede così anche a Medjugorje.

Le analogie però non finiscono qui. Anche a San Bonico, Maria si sarebbe manifestata tenendo in braccio un bimbo e presentandolo come suo figlio, dunque, Gesù. E come accade ai veggenti bosniaci, anche Celeste entrerebbe in una sorta di trance, di estasi, quando si forma quella luce dalla quale poi vede emergere la figura femminile accompagnata dagli angeli. Di solito tre, ma a volte appare anche l'Arcangelo Michele, con tanto di ali, secondo la più tradizionale delle iconografie.

Per tutta la durata dell'apparizione, gli occhi di questo uomo apparentemente normale rimangono fissi verso l'alto, spalancati, senza un battito di ciglia. Hanno anche provato a pungerlo con gli spilli, a provocargli dolore: nessuna reazione. Sarebbe disposto a sottoporsi a seri esami medici? "Potrei anche farlo, a patto di non essere usato come una cavia, però...", dice un po' spaventato. In questi anni, di problemi di salute ne ha avuti molti, soprattutto temporanee cecità annunciate proprio dalla Madonna. Le visioni, poi, sono state spesso accompagnate da acute sofferenze fisiche, ma il fioraio di Piacenza non ha esitazioni. "Non so perché abbia scelto proprio me, ma poter vedere Maria è un grande onore."

Tutto è cominciato dopo un grave lutto, uno di quelli che segnano per sempre un genitore. Un dolore atroce che ha fatto vacillare la fede di questo uomo semplice e solido. Ma un evento eccezionale gli ha cambiato la vita. L'11 luglio di quell'anno, mentre andava al lavoro, si è trovato davanti all'auto una strana nebbia, densa e lattiginosa, che arretrava man mano che la vettura avanzava. Quando si è fermata in un campo l'ha seguita, curioso. La nebbia si è trasformata prima in una sfera brillante di mille colori, poi in un globo di luce dal quale è apparsa l'immagine della Madonna.

Indicando il podere all'ingresso di San Bonico avrebbe detto: "Vieni a pregare qui tutti i giovedì sera. Non mancare mai." Da quel giorno, lui non è mai mancato. E con il passare delle settimane è aumentato il numero delle persone che lo hanno imitato. Prima per semplice curiosità, ora per devozione spontanea. Ormai sono centinaia. Molti affermano di avere ricevuto delle grazie. "Io non chiedo a nessuno di venire. Ma chi vuole farlo, è sempre il benvenuto", dice Celeste col sorriso timido sul volto.

Addirittura sembra che il 27 dicembre 2013, davanti a decine di testimoni, nella mano sinistra del veggente si sia aperta una ferita dalla quale si sarebbe formata un'ostia, fatto quest'ultimo che ha fatto infuriare il Vescovo di Piacenza Mons. Ambrosio che ha diramato un 'duro' comunicato ufficiale nel quale invitava i fedeli e i religiosi a disertare quelle veglie di preghiera, per il "rischio di compromettere la dottrina cristiana, sia per le omissioni o carenze nei messaggi che il veggente riceverebbe dalle presunte apparizioni della Madonna, sia per il linguaggio usato in questi messaggi, poco in linea con la tradizione cristiana." questa dura reprimenda continua: "Se già era inopportuna la partecipazione a questi incontri soprattutto da parte di sacerdoti, a maggior ragione diventa ancor più inopportuna la partecipazione ad incontri in cui venisse portato il “Corpo di Cristo”. Sarebbe anzi motivo di turbamento e forse anche di scandalo dei fedeli. Per cui ho il dovere di raccomandare ai sacerdoti di non partecipare".

Chi c'era, però, ricorda ancora con emozione e stupore quel momento. Come Giuliana, da anni ormai sempre presente ogni giovedì, con qualsiasi clima. "Io tenevo la mano sinistra di Celeste nella mia destra, posso assicurare che non nascondeva niente. Ad un certo punto, è crollato a terra, con le braccia tese, urlando per il dolore. E tutti hanno potuto vedere, nel suo palmo, l'ostia. Si è materializzata dal nulla. Eravamo tutti sbigottiti, non riuscivamo a credere a nostri occhi. Però è successo. Io ho reso testimonianza scritta al Vescovo, perché era mio dovere."

Devo dire che anch'io, nonostante la distanza decisamente non esigua, (circa 600 Km.) ho partecipato a questi 'incontri con la Madonna' e sono rimasto così affascinato da questo 'luogo di fede' che mi sono ripromesso appena la stagione me lo permetterà, di ritornare a San Bonico, per assaporare nuovamente quella sensazione dolcissima di una 'carezza di fede'.

TESTIMONIANZA PERSONALE


La prima volta che mi sono recato sul luogo delle apparizioni, mi sono perso nelle campagne di San Bonico, era uno dei primi giovedì di giugno e sull'imbrunire mi sono trovato in difficoltà perché non riuscivo a trovare la strada, dopo aver girovagato a lungo, mi sono ritrovato in un agriturismo dove ho intravisto una persona seduta sull'uscio di casa e mi sono avvicinato per chiedere informazioni, il ragazzo giovane con allento straniero, presumibilmente dell'est europeo, si affannava a darmi le indicazioni, ma visto che ero in difficoltà nel comprenderle, si è offerto gentilmente di accompagnarmi dicendomi: "aspettami qui che vado a prendere la macchina in garage e ti ci accompagno io".

Durante il percorso in auto gli ho chiesto di dove fosse e lui: "Romania", gli ho anche domandato se fosse cristiano, ma egli, continuando a guardare la strada con un leggero cenno della testa mi ha risposto: "No ...io non credo" e io: "allora perché mi hai voluto accompagnare?"
...e lui: "PERCHÉ QUESTO MI RENDE FELICE E SOPRATTUTTO IN PACE CON LA MIA COSCIENZA". Al che mi è venuto spontaneo di rispondergli: "...e tu saresti uno che non crede, ...ce ne fossero persone come te tra quelle che si definiscono 'CRISTIANE'!"

Per non parlare poi del ritorno dal campo a notte inoltrata, due signori, marito e moglie, che ancora ringrazio, si sono offerti premurosamente di accompagnarmi fino davanti al motel dove ero alloggiato, ...da rimanere senza parole!

Forse il MIRACOLO PIÙ GRANDE che accade qui, in questo minuscolo fazzoletto di terra delle remote campagne piacentine, è proprio questo:

INCONTRARE  GENTE BUONA, CREDENTE O ANCHE NON CREDENTE,
CHE VUOLE BENE E RISPETTA PROFONDAMENTE IL SUO PROSSIMO
E CONSEGUENTEMENTE AMA E ONORA ANCHE DIO NOSTRO PADRE.

PER TUTTI COLORO CHE FOSSERO INTERESSATI AD APPROFONDIRE L'ARGOMENTO O AD OTTENERE INFORMAZIONI SU COME RAGGIUNGERE IL LUOGO DELLE APPARIZIONI, ECCO IL LINK PER IL SITO WEB del veggente: "LA MADONNA DELLA NOTTE"

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