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venerdì 18 marzo 2016

QUELLO CHE I GIORNALONI NON VI DICONO SUL GENOCIDIO DEI CRISTIANI

 • ORA ANCHE GLI STATI UNITI LO DICONO: IN MEDIO ORIENTE È IN CORSO UN MASSACRO ETNICO E RELIGIOSO • 


Nell’ultimo giorno utile concessogli dal Congresso, il segretario di stato americano John Kerry ha dichiarato che quello in corso nel vicino oriente, tra Siria e Iraq, “è un genocidio” che ha come vittime le minoranze religiose, e cioè yazidi, cristiani e sciiti. Kerry ha definito le azioni dei miliziani jihadisti “crimini contro l’umanità”.

Con una mossa inattesa, il segretario di stato ha così sconfessato platealmente il proprio portavoce John Kirby, che lunedì sera – appena reso noto il voto unanime (393 sì, nessun no) dato dalla Camera dei rappresentanti alla risoluzione che parlava di “genocidio” – diceva alla stampa che il verdetto non era vincolante e che difficilmente l’Amministrazione si sarebbe conformata a quanto deciso a Capitol Hill. Invece, Kerry ha sposato appieno la risoluzione promossa dal repubblicano Jeff Fortenberry, arrivando anche a ipotizzare operazioni sul terreno per tutelare le minoranze minacciate. Ora la pressione è tutta sulla Casa Bianca, dove Obama tace mentre il suo portavoce, Josh Earnest, solo due settimane fa escludeva che ci fossero i presupposti legali per parlare di genocidio.

Earnest basava le proprie considerazioni sul rapporto della missione effettuata nella piana di Ninive dallo U.S. Holocaust memorial museum. Dall’indagine, risalente all’agosto 2014, emergeva che “sotto l’ideologia dello Stato islamico, gli aderenti a religioni considerate infedeli o apostate – inclusi gli yazidi – sono costretti alla conversione o uccisi, e i membri di altre religioni – come i cristiani – sono soggetti a espulsione, estorsione o alla conversione forzata”. Non veniva considerato, quindi, un successivo dossier del Comitato per i diritti umani dell’Onu, secondo il quale “gli atti di violenza perpetrati contro i civili a causa della loro affiliazione (o presunta affiliazione) a un gruppo etnico o religioso possono essere considerati un genocidio”.

Le argomentazioni della Casa Bianca avevano indotto i professori della Princeton University, Robert P. George e Cornel West, a intervenire: "In nome della decenza, dell'umanità e della verità, chiediamo al presidente Obama, al segretario di Stato John Kerry e a tutti i membri del Senato e della Camera dei rappresentanti di riconoscere e di dire pubblicamente che i cristiani in Iraq e Siria – insieme a yazidi, turcomanni, shabak e musulmani sciiti – sono vittime di una campagna di genocidio". Ancora a metà dicembre, l'Amministrazione sembrava decisa a non riconoscere i cristiani vittime di un genocidio perpetrato dalle squadre jihadiste di Abu Bakr al Baghdadi . Dopotutto, la realtà è quella di un'America che archivia l'esportazione della libertà religiosa e preferisce tingersi d'arcobaleno.

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