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sabato 26 marzo 2016

GERUSALEMME: IL MIRACOLO DELLA LUCE SANTA


 •  Una fiamma che non brucia chiunque la tocchi, fino a 33 minuti dopo la sua prima accensione  • 



La mattina del Sabato Santo, prima che avvenga la cerimonia della Luce Santa, ha luogo un controllo scrupoloso e completo della tomba terminato il quale essa viene sigillata con una mistura di miele e cera preparata durante il mattino. Tale controllo avviene per escludere categoricamente la presenza di qualche oggetto nel Santo Sepolcro in grado di causare il fenomeno del fuoco. Dopo che la tomba viene sigillata, le autorità vi fanno aderire la cera con dei sigilli.

Ogni altra confessione cristiana che vanta dei diritti sul Santo Sepolcro ha un grande interesse nei riguardi di questa procedura. Tale interesse non è per nulla accidentale. Se per un solo anno non avviene il miracolo della Santa Luce durante l'ufficiatura del Patriarca Greco-Ortodosso, subentra la prima tra le confessioni con diritto di precedenza a presiedere la cerimonia al Santo Sepolcro.

Il controllo inizia alle 10 di mattina e termina un'ora dopo: alle 11. Nel corso di tale controllo gli arabi ortodossi fanno le loro rimostranze per ricordare e sostenere i diritti ortodossi. Il controllo dev'essere registrato dagli scrupolosissimi rappresentanti della Santa Vigilanza del Sepolcro, dagli armeni e da tutte le altre confessioni.

Gerusalemme. Sabato Santo, ogni anno nella Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme si ripete un vero e proprio miracolo, meglio conosciuto come “FUOCO SANTO”. Nel giorno del Sabato Santo, il giorno che precede Pasqua, si sviluppa il fenomeno fantastico della “LUCE SANTA". Questo annuale prodigio è attestato anticamente da lunghissimo tempo nel mondo cristiano, è un miracolo annuale, il più lungamente attestato, benché l'evento sia stato documentato soltanto consecutivamente dal 1106. Nella gran parte dei paesi ortodossi l'evento è teletrasmesso in diretta ed assume una valenza simbolica e liturgica particolare nella Settimana della Passione di Nostro Signore.

La cerimonia ha inizio a mezzogiorno quando il Patriarca Ortodosso di Gerusalemme (o uno dei suoi collaboratori) recita una preghiera specifica. I fedeli riuniti allora cantano l’inno de “Il Signore, ha misericordia" (eleison di Kyrie in greco) fino a che il Fuoco Santo non discende su una lampada piena d'olio di oliva tenuta dal patriarca mentre è solo nel luogo della tomba di Gesù Cristo. Il Patriarca allora esce dall'alloggiamento della tomba, recita alcune preghiere ed illumina (33 o 12) delle candele che distribuisce ai fedeli.

Questo Fuoco sembra che possa accendere spontaneamente altre lampade e candele disposte intorno alla chiesa.

È un prodigio fantastico che si ripete ogni Sabato Santo e i pellegrini giurano che questo fuoco non brucia i capelli, le facce, i vestiti o le mani di chiunque lo tocchi, nei primi 33 minuti successivi a quando si è acceso.

Prima che il Patriarca o l'Arcivescovo di presidenza possano entrare nella Tomba del Signore, le autorità israeliane controllano il sito e lo presidiano, per dimostrare che chi entra non porta "attrezzature" atte ad accendere il fuoco. Questi controlli in passato sono stati effettuati dai soldati turchi ed ancora oggi sono eseguiti dall'autorità militare e dal Governo Israeliano.

Al Fuoco Santo si fa accenno per la prima volta a partire da documenti risalenti al IV secolo, una descrizione dettagliata del miracolo è contenuta nel libro da viaggio dell'igumeno (игумен) russo Daniel, che era presente a questa cerimonia nel 1106.

In questo testo l’igumeno Daniel fa menzione di un'incandescenza di colore blu che discende dalla cupola verso l’Edicola dove il Patriarca attende il Fuoco Santo.

Durante i molti secoli della storia del miracolo, il Fuoco Santo si dice discendere in determinate altre occasioni, solitamente quando i sacerdoti ortodossi hanno fatto richiesta di ottenerlo. Si pensi che nel 1099, il tentativo dei crociati di acquisire il Fuoco Santo, ha portato ai tumulti di Gerusalemme.

Inoltre è provato che nel 1579, il patriarca armeno ha pregato per l’intero giorno e tutta la notte per ottenere il Fuoco Santo e il fuoco ha colpito miracolosamente una colonna vicino all'entrata ed ha acceso una candela tenuta in mano dal patriarca ortodosso che stava in piedi vicino ad un'altro patriarca. Sull'entrata del tempio, gli ortodossi e molti altri cristiani venerano questa colonna, che reca ancora i segni del fuoco e una grande crepa attribuita all'azione del Fuoco Santo.

Ogni anno il giorno prima di Pasqua, ha luogo un evento che sa un forte sapore di misticismo, o meglio gli studiosi di teologia e di antropologia potrebbero definire “theo-phania”, ovvero “Manifestazione di Dio”, i fatti che accadono nella Chiesa del Santo Sepolcro.

A mezzogiorno di ogni Sabato Santo, il Patriarca di Gerusalemme con il suo popolo di fedeli, gli arcipreti, i sacerdoti ed i diaconi unitamente al Patriarca armeno entrano nel Santo Sepolcro, dove, dopo la recita delle preghiere, alla fine della cerimonia liturgica, una luce miracolosa compare.

A questo punto il Patriarca di Gerusalemme accende due candele, quindi rimuove i sigilli del Santo Sepolcro e con esse accende anche le candele dei Patriarchi non Calcedoniani all'esterno; Allora le luci delle altre candele spontaneamente prendono ad accendersi e per parecchi minuti inizia ad ardere una luminosa presenza, dall'apparenza di fuoco. L’aspetto più straordinario e sconvolgente, che sa lasciare letteralmente basiti gli osservatori ed increduli i non credenti, è che questa “LUCE o FUOCO SANTO” non si brucia al tocco e molti pellegrini immergono le loro facce e mani nella fiamma senza rimanerne danneggiati.

Questo fenomeno o “miracolo” come molti lo amano definire, si presenta in questo stesso modo da almeno 1600 anni, precedentemente non abbiamo testimonianze al riguardo, seppure sia documentabile l’insorgenza di questa manifestazione iniziata subito dopo la morte di Cristo.

Nel 1579, quando il patriarca ortodosso era stato chiuso fuori dal Sepolcro dalle autorità turche e diviso da un altro patriarca ortodosso orientale, il Fuoco Santo creò una colonna fuori della chiesa che si divise per raggiungere il patriarca ed i balivi ortodossi. La colonna spaccata è considerata la parte pacifica della Chiesa. Parecchi altri avvenimenti (due sacerdoti cattolici nell’XI° secolo hanno ricevuto la punizione di Dio poiché tentarono di trattenere per loro il fuoco santo) attestano l'antichità ed l'autenticità di questo grande miracolo che testimonia la presenza di Cristo Vivo in mezzo alla sua gente attraverso la potenza ardente dello Spirito Santo.

Marco Matteucci | 26 Marzo 2016
LA DIREZIONE DEL BLOG AUGURA A TUTTI I LETTORI: 
UNA FELICE PASQUA SANTA

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