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giovedì 31 marzo 2016

ANCHE L'UNIONE EUROPEA CHIEDE AL PAKISTAN DI NON GIUSTIZIARE ASIA BIBI: MA BERGOGLIO ...ANCORA NO!


 •  «l'OSTINATO RIFIUTO DEL PAPA A CHIEDERE LA GRAZIA PER QUESTA MARTIRE CRISTIANA»  • 



Dopo la strage di Lahore, i fondamentalisti in marcia sul Parlamento di Islamabad per invocare la morte della donna cristiana condannata per blasfemia. Il parlamento Europeo a bocca del vicepresidente Tajani si muove per sollecitare un atto di clemenza nei suoi confronti ...Bergoglio invece continua ostinatamente a tacere, ...che sia una dimenticanza dovuta all'età?!?, ...se qualcuno del suo entourage si degnasse almeno questa volta di farglielo notare.

Sono terminate dopo tre giorni le manifestazioni in Pakistan per chiedere, davanti al Parlamento di Islamabad, l'immediata esecuzione di Asia Bibi, la donna cristiana accusata di blasfemia e in carcere da sette anni. Per la sua liberazione si era speso anche Salmaan Taseer, l'ex governatore del Punjab assassinato dal fondamentalista Mumtaz Qadri, poi impiccato in seguito a una decisione della Corte Suprema. L'imam della più grande moschea di Peshawar ha offerto una ricompensa per chi la assassinerà.

Quando hanno condannato a morte Asia Bibi, ha detto il marito Ashiq Masih:
"hanno condannato anche noi. Siamo stati costretti a fuggire dal nostro paesino nel Punjiab perché considerati la famiglia della blasfema".

Intervistato dalla Radio Vaticana, il presidente dell'Azione Cattolica, Matteo Trufelli, ha sottolineato come tale legge: 
"per l'abolizione della quale è attiva una petizione internazionale, fu modificata negli anni Ottanta proprio in chiave, esclusivamente, di tutela dell'islamismo. Asia Bibi è accusata ingiustamente e tenuta in prigione solo perché non accetta di piegarsi alla violenza di questa legge".

Nelle scorse settimane, la chiesa cattolica pakistana aveva esortato i fedeli locali (poco meno del 2 per cento della popolazione totale) a pregare per la donna detenuta, in carcere dal 19 giugno 2009.

Un sacerdote di Jhelum, padre Arshed John, aveva commentato al sito AsiaNews la ragione dell'iniziativa:
"Siamo giunti al terzo anniversario dell’attacco brutale con il quale una folla ha messo a fuoco almeno 70 case [di cristiani], e i colpevoli di questo gesto sono ancora in libertà".

Il riferimento era a quanto accaduto nel 2013, quando un gruppo di islamisti aveva appiccato il fuoco all'insediamento di Joseph Colony, dove viveva un giovane cristiano accusato anch'egli di blasfemia.

Interrogazione al Parlamento europeo


Nel frattempo, anche il Parlamento europeo ha preso posizione sulla vicenda di Asia Bibi. Il primo vicepresidente, l'italiano Antonio Tajani (Ppe), ha presentato un'interrogazione scritta all'Alto Rappresentante per la Politica estera comunitaria, Federica Mogherini, in cui chiede che l'Unione europea "agisca subito per scongiurare l'esecuzione di Asia Bibi".

Tajani chiede inoltre "in che modo e attraverso quali misure politiche e diplomatiche il servizio europeo per l'azione esterna si sta adoperando per evitare l'esecuzione di Asia Bibi e se sono previste iniziative volte a promuovere la libertà di espressione e di religione in Pakistan, condannando ogni legge che limiti tale diritto".

Dal pontefice invece ancora una volta arriva solamente ...un ripetuto 'silenzio assordante' fatto questo che, sinceramente sta mettendo in forte imbarazzo molti cattolici, i quali senza dubbio apprezzerebbero molto di più una parola del papa, in merito a tale barbaro accanimento su questa povera donna cristiana irriducibile e buona madre di famiglia, colpevole solamente di non voler barattare la sua solida fede e i suoi saldi ideali religiosi con quella sensazione instabile di libertà e di vita che i suoi aguzzini potrebbero garantirle mercanteggiando con lei la grazia in cambio di una sua improbabile ritrattazione.

Speriamo che, contrariamente a quanto ha fatto o per meglio dire non ha fatto finora, papa Bergoglio 'sbatta i pugni' sul tavolo come lui sa ben fare e denunci con forza, come fa assai spesso con le problematiche che riguardano i migranti musulmani e non solo, tutte le infamie, le torture e le angherie che questa povera madre di famiglia sta subendo in una lurida cella di prigione, oramai da più di sette lunghi anni e si decida finalmente a chiedere la grazia per questa cristiana coraggiosa e fedele.

Dato che come egli usa ripetere spesso, siamo tutti figli dello stesso Padre e quindi come tali dovremmo essere trattati, tutti allo stesso modo e preferibilmente con gli stessi diritti e le stesse prerogative, tanto più da parte di un papa che della misericordia ha sempre fatto il 'cavallo di battaglia' del suo mediatico pontificato.

Ho ancora davanti agli occhi la faccia incredula e triste della figlia di Asia, che dopo aver affrontato insieme al padre, un viaggio lungo, difficile e dispendioso, visto che loro sono una famiglia poverissima, fino a Roma per incontrare il papa, si è vista salutare distrattamente e in fretta e furia da Francesco soltanto con una fugace stretta di mano, senza che Bergoglio, 'il misericordioso', si degnasse di riceverli neanche per un colloquio privato di pochi minuti, uno dei tanti che invece riesce sempre a combinare con le coppie gay sue amiche e con le star più in vista e/o con i potenti del momento.

Prendendo a prestito una sua celebre frase che egli ebbe a pronunciare a Lampedusa all'indomani di un naufragio di migranti richiedenti asilo nel mediterraneo, anch'io vorrei urlare a mia volta nei suoi riguardi, con una veemenza pari o anche superiore alla sua:

"VERGOGNA...VERGOGNA!!!"


Marco Matteucci | Giovedì 31 Marzo 2016
COSÌ VA IL MONDO! ... COSÌ VA IL MONDO! ... COSÌ VA IL MONDO! ... COSÌ VA IL MONDO!

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