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lunedì 14 marzo 2016

ALLA CHIESA OCCORRE LA GRAZIA DI DIO, NON LA RIVOLUZIONE


 •   l’essere umano, lasciato a se stesso, produce peccato, di ogni genere.  • 




Una Chiesa, infettata dal desiderio di essere al passo con la modernità,
ha prodotto una Curia mondana.
La redenzione è opera di Gesù Cristo, Dio fatto uomo; è opera del suo sacrificio, della sua Croce, che continua nel tempo con il sacrificio propiziatorio che è la Messa cattolica.

Non ci possiamo salvare con le nostre forze, nessuno può riscattare se stesso; nessuno può, con la propria azione, darsi la vita eterna. Tutto il nostro desiderio di bene, fosse anche in noi sincero e puro, non ci salverà senza la grazia di Cristo, senza la grazia di Dio.

Il principio della grazia non solo deve essere all'inizio di ogni nostra considerazione, ma deve essere il criterio di giudizio e il principio operativo di ogni azione che voglia dirsi cristiana, cioè vera ed efficace.

Si susseguono in questi giorni le notizie di scandali continui in Vaticano e nella Chiesa, scandali che coinvolgono i Pastori del gregge di Dio; scandali che fanno male, che creano sconcerto e inciampo, e che rendono ancora più deboli di fronte alle drammatiche violenze del terrorismo.

Fermo restando che molto di ciò che è propagandato va verificato, ci sentiamo in dovere di dire una parola su tutto questo, una parola che pensiamo cristiana, e lo facciamo applicando, appunto, il principio della grazia. Occorre innanzitutto non cadere in una falsa analisi che nasce dal mondo e non da Dio: non è innanzitutto la Curia Romana ammalata che infetta la Chiesa, ma è la Chiesa ammalata, e gravemente da troppi anni, che ammala anche la Curia.

Una Chiesa sconquassata dalla mancanza di dottrina chiara, che ha cullato al suo interno tanti covi di eresia, formale o meno non importa, ha prodotto i suoi Pastori, confusi e deboli. Una Chiesa che ha giocato con la morale, parlando di una facile misericordia che omette le conseguenze devastanti del peccato, ha espresso i suoi “quadri dirigenti” a sua immagine e somiglianza. Certo, nella Chiesa il male c’è sempre stato, è frammisto come la zizzania al buon grano, da sempre; Gesù ce lo ricorda nelle sue parabole (Mt 13, 24-30), ma come negare che ora la misura è veramente troppa?

Una Chiesa, infettata dal desiderio di essere al passo con la modernità, ha prodotto una Curia mondana. Una Chiesa, preoccupata di un facile consenso, ha prodotto, troppe volte, Pastori dediti all’immagine e non alla sostanza della santità. Una Chiesa, americanizzata nell'attivismo (che si chiama appunto “Americanismo”, vedi Enciclica di Leone XIII), ha prodotto Pastori che hanno fatto delle “pubbliche relazioni” un sostitutivo alla preghiera e alla penitenza, che sole hanno valore di intercessione....LEGGI TUTTO

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