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domenica 22 novembre 2015

VIVA GESÙ CRISTO: RE DELL'UNIVERSO

viva cristo re

 •  Oggi Festa di Cristo Re, ricordiamo tutti i Cristeros trucidati in Messico negli anni '20  • 


Il Messico è un Paese dalla grande storia di fede e di martirio, che unisce ad un presente incerto e difficile un passato tragico e, per molti aspetti, sconosciuto.
Ripercorriamo le tappe principali delle vicende politiche e religiose che insanguinarono la chiesa messicana degli anni Venti, collocandole nel contesto storico che determinò la persecuzione e il martirio di tantissimi cristiani, sintetizzando anche gli elementi principali della storia precedente del Paese e i fatti salienti che ne seguirono, fino ai giorni nostri, dalla visita di Giovanni Paolo II all'uccisione dell’arcivescovo di Guadalajara, pochi anni or sono.
Tutto ebbe inizio dalla peculiare collocazione geografica e storica del Paese nell'ambito del continente americano. Poi l’arrivo degli spagnoli: non semplicemente come conquista violenta, come vuole la "Leggenda Nera", ma anche come inizio di evangelizzazione. Infatti, all'origine dell’identità nuova di questo Paese, determinata dall'incontro e dalla fusione del popolo indio con gli spagnoli, c’è l’avvenimento della Fede, reso visibile nell'apparizione della Vergine di Guadalupe, "Patrona del Messico e delle Americhe". Nasce così una civiltà fondata sul cristianesimo vissuto, anima della nazione e capace di edificare, a testimonianza di quella fede che ha reso possibile una vita nuova. Ma l’ostilità verso il cristianesimo inizia subito, e nel 1910 scoppia la rivoluzione.
A fronte delle continue violenze negli anni successivi, prende piede un movimento spontaneo di auto-difesa, che pone le ragioni di un popolo contro quelle del potere. Non seguono altri capi se non Cristo Re: saranno per questo chiamati Cristeros.
Anche le donne concorsero a questa epopea; il popolo nuovo, davanti ai plotoni d’esecuzione, grida: "Viva Cristo Re!"
La figura simbolo del Messico martirizzato è un gesuita: Padre Miguel Augustin Pro, un uomo dal cuore grande e generoso che visse, soffrì e morì per il suo popolo perseguitato. Nella mostra viene riassunta la vita semplice di Padre Pro, dalle miniere dove era cresciuto fino all'ingresso nella Compagnia di Gesù, dagli studi in Europa al ritorno nel Messico insanguinato.
La volontà di Padre Pro fu di testimoniare Cristo contro ogni pretesa di potere, per questo fu torturato, condannato senza alcun processo e fucilato nel novembre 1927. Nel 1988 le virtù eroiche del gesuita assassinato vennero riconosciute dalla Chiesa e Giovanni Paolo II lo proclamò Beato.
Ma Padre Pro non fu il solo ad essere barbaramente trucidato, insieme a lui diedero la vita per i propri amici e per la Chiesa perseguitata, tanti altri uomini, donne e bambini. Il Messico oggi, quasi novanta anni dopo i Cristeros e Padre Pro, è alle prese con nuovi, più raffinati sistemi per vanificare la presenza della Chiesa.

Speriamo che nel "continente della speranza"
la fiamma della Fede non abbia mai a spegnersi completamente.

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