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venerdì 6 novembre 2015

Così i Cardinali derubavano anche i santi


 •   Nel mirino dell'inchiesta anche la Congregazione per la Causa dei Santi   • 

Roma - Non ci sono solamente i mega-attici dei cardinali o l'obolo di San Pietro che invece di essere destinato ai più poveri viene utilizzato da vescovi e porporati per le proprie spese pazze.

C'è anche un giro di soldi per far sì che il proprio candidato diventi beato e santo. È la «fabbrica dei santi». Nei due libri di inchiesta Via Crucis di Gianluigi Nuzzi e Avarizia di Emiliano Fittipaldi, vengono fuori somme da sballo che comunità religiose, sacerdoti e fedeli devono tirare fuori per far sì che il loro protettore diventi santo. Nel mirino dell'inchiesta è finita la Congregazione per la Causa dei Santi che - secondo i due giornalisti e i documenti inediti che hanno pubblicato - avrebbe chiesto anche 50mila euro per far aprire una causa di beatificazione. «A questa cifra - scrive Nuzzi - andranno aggiunti i costi vivi dell'operazione per almeno altri 15mila euro». L'autore di Via Crucis , in possesso di documenti riservati della Commissione di studio sulle strutture economiche e amministrative della Santa Sede (Cosea), creata da Papa Francesco proprio per fare luce sui bilanci e sulle finanze vaticane, indica le cause più costose; come il processo che ha portato alla beatificazione di Antonio Rosmini, nel 2007, costata 750mila euro...LEGGI TUTTO

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