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martedì 17 novembre 2015

DOCUMENTARIO CHOC DAL QUARTIERE ISLAMICO DI BRUXELLES

 •  "Gli occidentali si preparino a un'onda di Sharia ed Islam" • 


Sette arresti collegati ai "fatti" di Parigi e un'operazione di polizia ancora in corso. Almeno uno degli attentatori del 13 novembre avrebbe trascorso gli ultimi mesi a Bruxelles. Sia la Seat che la Polo, identificate come due delle auto utilizzate dai terroristi dell'attacco multiplo alla capitale francese, avrebbero targhe del Belgio.

E già a gennaio, subito dopo la strage di Charlie Hebdo e del supermercato kosher nella capitale francese, la polizia belga aveva scoperto basi logistiche che avevano offerto supporto ai fratelli Kouachi e a Koulibaly. Quest'ultimo avrebbe ripetutamente visitato e si sarebbe rifornito di armi e munizioni proprio nel paese al confine con il nord della Francia.

Il Belgio appare sempre di più come la capitale europea della Jihad. Un primato non certo invidiabile, ma che non dovrebbe sorprendere. Nel 2014, infatti, un report del Centro Internazionale per lo Studio della Radicalizzazione e della Violenza Politica ha mostrato come il Belgio abbia fornito almeno 40 foreign fighters per ogni milione di abitanti nel paese alla milizia sunnita impegnata con Isis o Al Qaeda in Siria e in Iraq. Un rapporto di gran lunga superiore a quello di qualsiasi altra nazione europea. Si pensi che la Francia ne fornisce 18, la Gran Bretagna 9,5, la Germania 7,5, l'Italia "appena" 1,5. E nel 2015 la situazione è addirittura peggiorata...LEGGI TUTTO

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