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giovedì 8 ottobre 2015

VOTA ANTONIO, VOTA ANTONIO!

 •  Bergoglio: Dice e non Dice, Fa' e non Fa' ...AIZZA!  • 


In queste ultime ore a corredo d'inizio del Sinodo della famiglia fortemente voluto da Papa Francesco, stanno succedendo cose mai viste prima in seno alla curia romana e non solo, si avverte un furibondo scalpitio degli zoccoli di satana nei corridoi della Santa Sede: Sacerdoti che ostentano pubblicamente e senza nessun ritegno le loro devianze sessuali, lobby di cardinali che si organizzano per far approvare dal papa leggi, concetti teologici spazzatura e altre sconcezze simili, che li pongono in guerra aperta contro altri consacrati che, fedeli agli insegnamenti di Cristo, stanno facendo quadrato per respingere questa "ventata" eretica che sta travolgendo la Santa Casa di Dio e cerca di divorare la fede cristiana e gli infallibili insegnamenti di Cristo.

I pompieri di Bergoglio sono tutti all'opera nel tentativo di spegnere questo infido incendio che, per ora, sta covando sotto la cenere, ma che presto divamperà in tutta la sua potenza distruttrice; Titola Il Giornale: "Congiura lobby omosex contro papa Francesco", Repubblica: "Papa Francesco apre il Sinodo sulla famiglia. "Chiesa a porte chiuse tradisce se stessa", il Tempo poi: Il Papa apre il sinodo a San Pietro: "Dio vuole l'unione tra uomo e donna", mi chiedo...quale papa?, quello che l'altro ieri ha detto che bisogna "alleggerire" l'iter per le istanze di annullamento del vincolo matrimoniale, avallando di fatto il "divorzio breve cattolico"? NON CI SI CAPISCE PIÙ NIENTE!!!.

Per quanto riguarda il primo caso, la congiura lobby omosessuale cui fa riferimento Il Giornale, mi sembra del tutto naturale che, dopo la sciagurata frase di Bergoglio "chi sono io per giudicare un gay?", tutti coloro, fra le gerarchie ecclesiastiche che stavano 'sguazzando' segretamente da anni in mezzo a tali devianze si siano ritenuti abilitati a mettere in piazza i loro panni sporchi, confidando nella misericordia "tutto compreso chiavi in mano" e senza nessun obbligo di pentimento avanzata da questo strano pastore.

Riguardo invece al problema delle "CHIESE CHIUSE" (strana assonanza con le 'case chiuse' di mussoliniana memoria) denunciato da papa francesco (volutamente scritto in minuscolo): "IPOCRITA E DEMAGOGO" ritengo siano i termini più appropriati da usare; COME !?!...DOPO DUE ANNI E PASSA DI PONTIFICATO TE NE SEI ACCORTO SOLO ORA, CHE LE CHIESE SONO E RIMANGONO ANCORA ADESSO SEMPRE TRISTEMENTE CHIUSE E VUOTE! (che sia forse merito degli occhiali nuovi? ...o molto più verosimilmente il tutto serva ad enfatizzare questo 'anomalo' sinodo indetto 'ad Bergolium gloriae').

L'articolo de Il Tempo poi è da "Guinness dei Falsari", prima Bergoglio biascica qualcosa in merito alla riabilitazione dei divorziati, quindi cerca di smantellare il matrimonio con leggi ad hoc e, dulcis in fundo, concede a tutte le donne che si sono macchiate del terribile peccato di aborto, l'indulgenza plenaria anche senza obbligatoriamente un serio pentimento e cosa ancora più importante un sano proposito di non peccare mai più come Gesù stesso disse all'adultera dopo averle usato misericordia, ma non questa sterile misericordia universale che da tempo va 'sponsorizzando' Bergoglio, quasi fosse una terapia medica, solo una dolce pillola da ingerire, il prendi che ti passa, gioioso ricordo della famosa 'misericordina'.

Oggi invece egli, cercando di dare un colpo alla botte ed uno al cerchio, predica fumosamente che: "Dio vuole l'unione tra uomo e donna (strabiliante rivelazione)", quale UOMO e quale DONNA però egli intenda veramente lo vada prima a concordare con Galantino & C.

In sostanza, Bergoglio dice e non dice, fa' e non fa', mi da l'impressione di avventurarsi nella lettura di un copione già scritto da altri, ma in definitiva come ama ripetere egli stesso: "è naturale ...È NATURALE!". Questo 'strano' pontefice mi ricorda il monarchico Antonio La Trippa nel film "Gli Onorevoli", spassosa ma probabile macchietta di un abile e furbo cialtrone politico, magistralmente interpretata dall'indimenticabile principe del cinema comico italiano del primo dopoguerra Antonio De Curtis in arte TOTÒ.

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