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sabato 10 ottobre 2015

SINODO: COMUNIONE ANCHE AI PROTESTANTI

SINODO, LE SORPRESE NON FINISCONO MAI: QUEL «CAVILLO» ESCOGITATO
PER PERMETTERE DI POTER FARE LA COMUNIONE ANCHE AI PROTESTANTI


Al Sinodo sulla famiglia in corso a Roma è stata posta una considerevole attenzione, e non solo da parte dei media, alla
“proposta di Kasper”
di ammettere i divorziati e risposati civilmente alla santa Comunione […] ma questa non è l’unica proposta carica di drammatiche conseguenze. Seminascosta nel documento di lavoro del Sinodo, l'Instrumentum Laboris, ce n’è un’altra pronta a detonare con ricadute altrettanto radicali e che fino ad oggi ha ricevuta poca o nessuna attenzione.

Seminascosta nel documento di lavoro del Sinodo, l'Instrumentum Laboris, ce n’è un’altra pronta a detonare con ricadute altrettanto radicali e che fino ad oggi ha ricevuta poca o nessuna attenzione.

Si trova nella parte dell’Instrumentum Laboris sui matrimoni misti, al paragrafo 128, e non era presente nel documento finale dello scorso Sinodo, così come non sembra che il tema trattato sia stato particolarmente dibattituto in quell’assemblea. La proposta sembra essere stata aggiunta dal cardinale Lorenzo Baldisseri o dal suo staff nella segreteria del Sinodo, e non ci vuole molto a capire che è stato fatto su richiesta di alcuni vescovi tedeschi, che da anni stanno discretamente spingendo in questa direzione.

A un primo sguardo il paragrafo 128 sembra abbastanza innocente: un'estensione delle possibilità in cui membri di altre Chiese possono ricevere l’Eucaristia nel rito cattolico:

«Alcuni suggeriscono che i matrimoni misti siano considerati tra i casi di “grave necessità” nei quali è possibile a battezzati fuori della piena comunione con la Chiesa cattolica, che condividono però con essa la fede circa l’Eucaristia, essere ammessi alla ricezione di tale sacramento in mancanza dei propri pastori (cf. EdE, 45-46; Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, Direttorio per l’Applicazione dei Principi e delle Norme per l’Ecumenismo, 25 marzo 1993, 122-128), tenendo conto anche dei criteri propri della comunità ecclesiale alla quale appartengono».


Liberamente tratto da un articolo di Xavier Rynne II pubblicato sul sito web: IL TIMONE.ORG

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