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martedì 20 ottobre 2015

Christoph Schönborn: Sofismi di un cardinale


I CATTIVI "MAESTRI"

Ogni cattolico è cosciente dell’importanza speciale che ha la Chiesa gerarchica nell'ordine della salvezza. Basti dire che il dogma o assioma dell’extra Ecclesia nulla salus fa parte di quel patrimonio dogmatico che nessun Concilio, Sinodo o Sommo Pontefice potrà mai scalfire o amputare di uno iota. Così come nessuna autorità della Chiesa potrà mai abrogare un solo articolo del Credo, neppure uno dei sette sacramenti o rinnegare l’assoluta assenza di errore nelle Sacre Scritture e tutti gli altri dogmi definiti (cf. Ad tuendam fidem). D’altra parte, e quasi come un bilanciamento rispetto ai doveri che ogni fedele cattolico ha verso la Chiesa, esistono a norma del diritto canonico molti diritti che i battezzati vantano nell'esercizio della loro vita di fede. Così, seguendo il Codice del 1983, Tutti i fedeli, secondo la propria condizione, devono dedicare le proprie energie al fine di condurre una vita santa e di promuovere la crescita della Chiesa e la sua continua santificazione (can. 210).

Tutti i fedeli hanno il dovere e il diritto di impegnarsi perché l’annuncio divino della salvezza si diffonda sempre più fra gli uomini di ogni tempo e di ogni luogo (can. 211). I fedeli hanno il diritto di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri.
(can. 212 § 2)

In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori (can. 212 § 3). E’ quindi con timore e tremore che bisogna analizzare quanto dicono, scrivono e fanno i sacri Pastori della Chiesa. Ma al contempo con la consapevolezza di rendere un servizio alla Chiesa stessa, promuovendo la sua crescita, ricordando alle autorità le necessità spirituali dei fedeli ed eventualmente correggendo o almeno segnalando delle problematicità. Solo il Papa infatti ha il dono insigne dell’infallibilità in docendo e non i singoli teologi, pastori o porporati.

La recente intervista del Cardinal Christoph Schönborn presenta molte e palesi problematicità ed è bene offrire ai fedeli quei chiarimenti che si impongono per evitare che essi risultino ingannati da una pastorale che nasconde più che rivelare il pensiero della Chiesa, soprattutto sui temi del matrimonio e della famiglia. Ci limitiamo a segnalare i passaggi ambigui e ad analizzarli senza ripercorrere tutti i contenuti della lunga intervista che padre Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica ha fatto al Cardinale arcivescovo di Vienna (L’intervista intera sta nel quaderno 3966 del 26 settembre 2015, anticipata dal sito della rivista). Precisiamo che le frasi citate del cardinale sono intese nel senso ovvio e comune, e non sono mai estratte dal contesto in modo da far dire loro il contrario di quello che evidentemente vogliono dire. Il tema dell’intervista è il Sinodo...LEGGI TUTTO

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