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giovedì 8 ottobre 2015

APPARIRE O ESSERE?


Quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade...


I danni peggiori che in questi anni le nuove correnti di pensiero e cultura su basi fideistiche e religiose hanno provocato nella maggioranza dei cattolici cosiddetti 'moderni o modernisti' è questo spasmodico bisogno di apparire, una tragica ostentazione del culto e un personalismo asfissiante che spinge certe persone a voler sempre dimostrare di essere migliori della massa indistinta e sobria degli altri credenti, questa sfacciata cultura dell'immagine specialmente nell'ambito del sacro, disturba profondamente l'espressione cristiana e semplice di quella fede pudica e modesta che ostinatamente va' predicando da tempo questo pontefice.
Direi che oggi viviamo in una società che ha fatto del culto, dell’ostentazione e del commercio del corpo anche in campo religioso un vero e proprio modo generalizzato e condiviso di essere, fare e pensare che sembra addirittura banale, scontato e retorico; cosicché la nostra civiltà è stata definita “la civiltà dell’immagine”, anche per la straordinaria diffusione e forza incisiva dei mezzi di comunicazione sociale: cinema, televisione, internet e tutto questo a discapito dei segni distintivi del vero cristiano che dovrebbero essere il “camminare contro corrente”, oggi invece si ricerca ossessivamente quella morbosa visibilità pagana che Gesù Cristo ha sempre condannato:
«Quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». (Matteo 6,2-6.16-18)
Parlando di questi tempi, la Madonna a Fatima profetizzò in modo lapidario: «Verranno certe mode che offenderanno molto Gesù» e San Pio da Pietrelcina, quasi nello stesso periodo, riferendosi agli scandali ed alle offese al pudore di cui allora si intravedeva appena qualche timido prodromo diceva: «Non potevamo nascere in un secolo peggiore!».
Se tutti i figli di Dio seguissero tutte quelle indicazioni, che costituivano la prassi indiscussa nella Chiesa primitiva, ben presto la nostra curia tornerebbe ad essere la casa e la culla della santa Fede cattolica ed il mondo tornerebbe a respirare il dolce profumo della modestia, della castità e della purezza.
Questi signori (foto sotto) in missione in Olanda, nella diocesi di Roermond, a Maastricht, con il Cammino Neocatecumenale, per esempio, se avessero lasciato il loro piccolo angelo di appena quattro mesi a casa insieme ai nonni e agli altri numerosi fratelli, evitando al neonato questo inutile stress, si sarebbero sicuramente meglio integrati nella realtà dell'evento a cui hanno partecipato, anche se così facendo non avrebbero certamente avuto quella visibilità verso cui, hanno dato l'impressione che fosse invece indirizzato il loro interesse prioritario.
Nota:
Nel 1983 papa Giovanni Paolo II, in un discorso ai neocatecumenali, aveva detto: «Celebrate l'Eucaristia e, soprattutto, la Pasqua, con vera pietà, con grande dignità, con amore per i riti liturgici della Chiesa, con esatta osservanza delle norme stabilite dalla competente autorità, con volontà di comunione con tutti i fratelli [...] Il ministero della riconciliazione [...] è affidato a voi, Sacerdoti. Siatene ministri sempre degni, pronti, zelanti, disponibili, pazienti, sereni, attenendovi con fedele diligenza alle norme stabilite in materia dall'Autorità ecclesiastica [...] in piena adesione al ministero e alla disciplina della Chiesa, con la confessione individuale, come ripetutamente raccomanda il nuovo Codice di Diritto Canonico [...] Non chiudetevi in voi stessi, isolandovi dalla vita della Comunità parrocchiale o diocesana [...] Pertanto le norme giuridiche, come anche quelle liturgiche, vanno osservate senza negligenze e senza omissioni».
Va anche osservato che la stessa approvazione dello statuto del cammino neocatecumenale, in quanto atto del magistero ordinario e in particolare di una congregazione romana, non è per sua natura infallibile. «Nondimeno essa è da accogliersi con un assenso interno sgorgante dal motivo dell'obbedienza al magistero ecclesiastico (absensus religiosus). Il cosiddetto rispettoso silenzio (silentium obsequiosum) in generale non basta. In via eccezionale può cessare l'obbligo dell'assenso interno quando un competente in materia, avendone coscienziosamente esaminato tutti i motivi, giungesse alla sicura convinzione che la decisione poggia su un errore» 
(tratto da Wikipedia)

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